Citazione:
Originalmente inviato da annaba71
Buongiorno Dott. Semprini,
Mi chiamo Anna Ed ho 40 anni. Da uando avevo trentasei anni ho cominciato a sottopormi prima a 2 inseminazioni intrauterine poi a 3 tentativi di inseminazione artificiale (ICSI) in tre istituti diversi sempre senza successo e poi a giugno 2011 sono andata in Spagna per l'eterologa. Questa volta mi hanno impiantato tre embrioni ottimi (punteggio massimo) ma sono rimasta incinta solo 14 giorni, praticamente vi e' stato solo un attecchimento iniziale. Io e mio marito ci siamo sottoposti in questi anni a esami su esami e nessuno ci ha mai spiegato il perche' di tale insuccesso. Capisce, nel duemiladocici non ho una spiegazione!!! in Spagna non ho piu' ovuli congelati (quelli rimasti non sono arrivati a maturazione). Sa, mi ha colpito molto il suo intervento a "Verissimo" in cui diceva che le pazienti devono essere capite anche dal punto di vista psicologico perche' un conto e' avere una spiegazione che ti permette per quanto possibile di metterti il cuore in pace ed un conto e' essere sempre liquidate con un "mi dispiace non so cosa dirle...". Ora la mia domanda e' questa: esistono degli esami davvero approfonditi per capire l'origine del problema?Quelli che cita sul suo sito noi li abbiamo gia' fatti ma si puo' andare piu' a fondo? la ringrazio per l'attenzione e mi scuso per il tempo che lo fatto perdere. Cordiali saluti.
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Buonasera dott. Semprini, mi collego a quanto affermato da Anna71 in quanto la nostra storia è similare in quanto io e mio marito (che abbiamo rispettivamente 42 e 43 anni) stiamo cercando un figlio da oltre 10 anni. Io mi chiamo Sara, mi sono sottoposta in questi anni a 3 inseminazioni intrauterine e 3 fivet (Icsi) e nella penultima di queste ero rimasta in cinta per brevissimo tempo (il ginecoloco che mi ha seguito ha affermato che trattasi di aborto chimico definendolo una rarità). Abbiamo terminato l'ultima nel marzo 2010 e dopo l'ultimo fallimento sono caduta in uno stato depressivo dal quale ne sono uscita grazie ad un professionista molto bravo nel settembre del 2011. Sono perfettamente d'accordo con Lei (come citato nella trasmissione), che le donne devono essere capite dal punto di vista psicologico in quanto quando le cose vanno male per noi è un vero e proprio "lutto". La mia accusa alle strutture di procreazione assistita (tutte private e perciò con spesa a nostro carico) è appunto quella di non affiancare un professionista (psicologo) alla donna che affronta tale operazione nel durante e nel post. Per quanto riguarda la situazione clinica personale e di mio marito è la seguente: io soffro di una lieve endometriosi che comunque mi è stato ribadito non avrebbe prodotto problemi per un'eventuale gravidanza mentre mio marito di astenozospermia non grave ed ha subito un intervento di varicocele bilaterale nel 2002. Tutti gli esami sono stati effettuati più volte ed i vari medici con i quali abbiamo avuto a che fare ci hanno sempre dato speranze, ma altresì oggettivi ed obiettivi ribadendo possibilità di riuscita attorno al 25-30%. A questo punto, Le chiedo cosa possiamo e cosa ci consiglia di fare. Attendo cortesemente una Sua Risposta ( se secondo Lei potrebbe essere utile verremmo anche ad effettuare un consulto presso il Centro dove Lei lavora)
Grazie mille.
Sara14091969