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#91
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Citazione:
nei giorni in cui avverti i disturbi che riferisci potresti prendere dell'Arsenicum 5CH, due granuli, due o tre volte al giorno. E' un rimedio che potrebbe aiutarti parecchio. Auguri Fabio Vicinelli
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fabio.vicinelli |
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#92
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Citazione:
se come scrivi abbuffarsi per te è sinonimo di pace c'è evidentemente nel cibo qualcosa che ti tranquillizza e ti rilassa. Allora è inevitabilmente questo il punto da cui partire: il cibo consente una gratificazione immediata e tangibile (è "buono" ed è piacevole la sensazione di pienezza che lascia) e soprattutto finisce per "anestetizzare" dolori e per "riempire vuoti" di altro genere. Si tratta di confrontarsi allora con questi dolori e questi vuoti (quelle frustrazioni familiari di cui parli?) per cercare di ridurre il bisogno di abbuffarsi. Prova magari a dedicare del tempo a qualcos'altro che ti piace, a cercare altro che possa tranquillizzarti e rilassarti... certo potrebbe essere più difficile che riempirsi la pancia ma ti darà la possibilità di rompere un circolo vizioso in cui sei intrappolata e che solo tu puoi interrompere. Auguri Fabio Vicinelli
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fabio.vicinelli |
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#93
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Citazione:
certamente uno bravo ti potrebbe aiutare molto, soprattutto se foste uno innamorato dell'altra.... sto parlando di un ragazzo e non di uno psicoterapeuta, naturalmente! Sto scherzando ma forse non troppo, perché l'innamoramento rompe tanti schemi e tante consuetudini, rivoluzionando il mondo di chiunque. E se è vero, come mi sembra, che tu sia molto legata ai tuoi "rituali" (un certo tipo di cibo, la piscina, la corsa, le rock-band) senza i quali l'ansia dilaga (e i sintomi connessi quali il procurarsi il vomito ad esempio); che per te l'organizzazione precisa e serrata del tuo tempo sia una necessità inderogabile (dev'essere sempre tutto perfetto, anche in vacanza) riuscire a mandare all'aria tutti questi schemi e consuetudini sarebbe veramente "terapeutico". Ma sappiamo entrambi che non ci si innamora a comando o magari stati già vivendo una relazione soddisfacente... allora prova ad ascoltare il tuo corpo: lui ti suggerisce di fermarti, di non pensare a nulla, di stare da sola sdraiata al buio. Lo fa con il mal di testa, che sembra essere l'unico modo che ha trovato per farti star ferma senza agitarti qua e là. Prova a immaginare che lui sappia di cosa hai bisogno e cerchi attraverso la cefalea di costringerti a fermarti senza pensare a nulla (è difficile pensare con il mal di testa, vero?) Imparare che si può "non fare nulla" potrebbe essere il punto di partenza per cambiare davvero le cose. Auguri Fabio Vicinelli
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fabio.vicinelli |
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#94
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Citazione:
ho paura di poterti aiutare molto poco... nelle tue parole c'è tutto il dolore e la rabbia che sono legate all'aborto che hai vissuto. E' da lì che devi partire per ritrovare un tuo nuovo equilibrio. Ma credo che per fare ciò sia necessario l'aiuto di un terapeuta, altrimenti rischi di far incancrenire ancor di più la situazione. Il mio consiglio è questo: cerca uno o una psicoterapeuta con cui iniziare un percorso per poter confrontarti con quello che è accaduto e riuscire a ricominciare a guardare avanti e non solo indietro. Auguri Fabio Vicinelli
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fabio.vicinelli |
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#95
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Citazione:
la prima cosa che noto in quello che scrivi è la carica di "fuoco" che hai dentro. Mi spiego meglio: il "fuoco sotto la pelle" che causava il prurito; il "fuoco nelle urine" (la cistite comporta un bruciore forte e la perdita di sangue tinge di rosso le urine)... tutto ciò mi fa immaginare che anche nella tua pancia in questo momento ci sia soprattutto del "fuoco" che la "gonfia". Posso ipotizzare che ci sia una parte "fiammeggiante" di Ale, ma che questa sia tenuta eccessivamente a bada da un'altra parte, quella che "pretende" di essere una persona "perfetta" (donna realizzata dal punto di vista professionale, sentimentale, familiare... o giù di lì). Quando ti rendi conto che la realtà è diversa, ti arrabbi con te stessa e la tua rabbia alimenta ulteriormente il "fuoco" che ti abita, finendo per gonfiare ancora la pancia. E' possibile che il tema della gravidanza sia presente, ma il dato principale è certamente quello del "fuoco" e leggerei il grande gonfiore che denunci come il messaggio del tuo corpo per ricordarti la presenza di un "focoso" mondo degli istinti (che tutte le tradizioni hanno sempre collocato proprio nella pancia) altrimenti tenuto sempre un po' sotto controllo e che si sfoga con le manifestazioni che sottolineavi. Prova a osservare la situazione da questa prospettiva e fammi sapere cosa ne pensi. Fabio Vicinelli
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fabio.vicinelli |
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| ansia, colite, dermatite, medicina psicosomatica, omeopatia, rilassamento, rimedi omeopatici, stanchezza |
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