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#1
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La dottoressa Bavestrello risponderà alle domande inerenti ai problemi psicologici che riguardano bambini e ragazzi da zero a vent'anni, ma anche degli effetti "collaterali" di questi problemi sulla coppia.
Bullismo, incomprensioni fra genitori e figli, primi flirt, problemi a scuola, a tavola... interpellala!. In più, questa settimana ti propone anche un particolare tema di discussione: No alla violenza sulle donne Se ne parla tantissimo ma poi, quelle che non parlano, sono proprio le donne che la subiscono. Verbale, fisica, a casa o sul lavoro. Discutine con la nostra esperta: vedrai, troverai subito un valido aiuto.
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la redazione di starbene Ultima modifica di la redazione di starbene : 10/12/2008 alle ore 18.00. |
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#2
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Gentile dottoressa,
ho 26anni e ho subito maltrattamenti in famiglia da quando ne avevo tre.Mia madre,che ha casi di malattia mentale in famiglia,a volte viene presa da accessi di rabbia incontrollabile,senza che ci sia un motivo apparente.Ha spesso brandito coltelli e quasi rischiato di uccidermi,credo.Non mi picchia più da quasi cinque anni,ma dentro mi si è spezzato qualcosa perché,oltre a picchiarmi,in quei momenti mi diceva cose terribili.Io sono molto sensibile,non sopporto il turpiloquio(credo proprio per questo motivo) e quel che mi diceva mi addolorava tantissimo.I lividi mi passavano nel giro di un paio di mesi,ma il male che ho nell'anima non passa più:sono paralizzata,distrutta,anche se all'apparenza tranquilla.Voglio molto bene a mia madre che,in genere,è una donna dolce,anche se ha rovinato la vita a me e ai miei familiari.Sono stufa di stare male,di aver paura del futuro perché lei mi ha sempre detto,da quando avevo sei anni,che avrei potuto fare soltanto la serva nella vita.E'possibile che il male subito condizioni così tanto la mia vita oppure è soltanto una scusa che inconsciamente mi impone di non andare avanti?Aiuto! |
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#3
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Citazione:
Capisco che possa volere bene a sua madre, nonostante il male che vi ha fatto: Ma questa sua capacità di amare deve essere usata anche verso se stessa. Ha già capito che molte delle brutture che riguardavano la sua infanzia erano dovute alla malattia di sua madre, non alla realtà. Adesso si tratta di uscire definitivamente fuori dalle trappole mentali che sua madre malata le ha teso. Riconoscere le parole sbagliate, i pensieri distorti, le fantasie distruttive che non sono sue, ma che sua madre le ha inculcato è un primo passo verso questa direzione Ma, quando le ferite sono così forti e hanno lavorato per così tanti anni non sempre è facile fare tutto con le sole proprie forze. Se sente che qualche volta il pensiero negativo ha il sopravvento non si scoraggi: certo è una scusa inconscia per non andare avanti, ma ora che l'ha scovata lei può cercare di contrastarla. Magari anche con l'aiuto di un bravo psicoterapeuta che la aiuti a non cadere nelle trappole del pensiero.
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daniela.bavestrello |
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#4
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Proverò a fare quello che mi ha consigliato.Grazie mille!
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#5
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Salve Dott.ssa Bavestrello,
mi chiamo Diana e ho 23 anni. Le scrivo per chiederLE un sincero parere in merito al rapporto che ho con mio padre e come dovrei comportarmi con lui. Da piccola sono sempre stata la sua "bambola" (così mi ha chiamato fino all'età credo di 13anni, se non ricordo male). Con lui da quando sono incominciata a crescere non ho avuto un ottimo rapporto, o di quelli che comunque andrebbero a definire il proprio genitore un amico. Mia madre potrei anche considerarla la mia migliore amica su determinati aspetti, perchè ovviamente non le racconto tutto ma la maggior parte di ciò che mi accade, mentre con mio padre tutt'altra storia. Sinceramente non conosco la causa precisa del deteriorarsi del rapporto con mio padre. Forse tutto è iniziato con la mia crescita, non andando a dormire più alle 21.30, non dando più il solito bacio della buonanotte e di ritorno dal suo lavoro..insomma forse piccoli elementi che hanno contribuito all'allontanamento. Altri da citare, sfortunatamente, sono anche suoi aspetti caratteriali, quali il non auto controllo della rabbia, il modo in cui reagisce alzando la voce o alzando le mani, il modo con cui ha trattato mio fratello, mia madre in vari episodi..ecc.. L'anno scorso purtroppo ho scoperto che mio padre si stava sentendo con un altra donna e che addirittura è arrivato a incontrarla di nascosto. Da quando è successo, cioè che l'abbiam scoperto, le cose sono andate sempre peggiorando. Varie liti con mia madre, continuo broncio e continue lamentele con mia madre e me (non con mio fratello dato che ormai non vive più con noi). Ultimamente si è verificata una lite molto grossa. Si è scoperto che mio padre aveva ancora contatti con la famiglia di questa donna (nel particolare ha inviato per posta un cd al figlio), cosa che ho scoperto mediante mia madre che prendendo il suo portafogli ha trovato un biglietto con su scritto l'indirizzo di dove abitasse questa donna. Mia madre inizialmente non ha voluto coinvolgermi ma poi non so da quale motivo, sicuramente una sciocchezza, è partita tutta la discussione tra mio padre e mia madre. Purtroppo, come Le dicevo prima, mio padre non riesce a controllare la sua rabbia, e durante la discussione preoccupata dalle troppe grida sono dovuta intervenire per evitare che mio padre preso dalla troppa rabbia alzasse le mani a mia madre. Nel momento in cui però ho cercato di intervenire mi hanno automaticamente coinvolta. Prima mia madre dicendomi che mio padre aveva ancora contatti con la sua presunta amante, e poi mio padre dicendomi che mia madre non faceva piu sesso con mio padre. Non sapendo come reagire alla situazione sono uscita di casa e sono stata per un bel po di tempo (si tratta di ore) fuori da mia cugina. Nel giro di pochi giorni dall'accaduto mio padre e mia madre hanno parlato, pare che abbiano chiarito e da li a qualche giorno anche io ho messo piu o meno in chiaro cosa mi potesse dar fastidio o meno di loro. Sebbene la situazione sembra essere tornata alla normalità io sento che ancora qualcosa non va, nel particolare con mio padre. Sento di provare ancora del rancore nei suoi confronti per ciò che ha fatto alla nostra famiglia e se il dialogo prima era pari a zero con lui ora si è ridotto solo allo stretto necessario. Devo ammettere che non mi piace affatto il rapporto che si è instaurato con lui. Non so cosa fare per migliorarlo. Io studio e non lavoro. Dovrei laurearmi quest'anno e ce la sto mettendo tutta per raggiungere i miei obiettivi. Prima i miei non volevano che io lavorassi ma ora non sono contrari se io iniziassi, infatti sto cercando un lavoretto part time che mi faccia mettere un po di soldi da parte. Il rapporto con mio padre non so come gestirlo sopratutto per quanto riguarda il rapporto col mio fidanzato. Ho avuto una storia di due anni e mezzo, finita però nel marzo del 2010. Sono stata molto male per via di quella storia, essendo stata mollata e miei hanno potuto vedere in quali condizioni mi sono ridotta. Addirittura mio padre è arrivato a scrivere un email su facebook al mio ex ragazzo chiedendogli di lasciarmi in pace perchè mi aveva gia procurato sin troppi danni (email che ha scritto quando io e lui ci stavamo risentendo ma poi comunicandomi che si era fidanzato con un altra e io sono scoppiata a piangere per l'ennesima volta davanti ai miei). Questa storia ovviamente acqua passata. Parlando ora della mia attuale storia, questo ragazzo l'ho incominciato a sentire da fine gennaio e da marzo diciamo che stiamo "ufficialmente insieme". Esco spesso con lui, sono andata con lui in Calabria per un fine settimana su permesso di mia madre e non di mio padre perchè era il periodo in cui stava per iniziare l'ultima discussione animata in cui mi hanno coinvolto. Insomma è il mio ragazzo. Mia madre sa bene che è il mio ragazzo ma sinceramente mio padre non so se lo sappia e faccia finta di niente! Dopo che mi sono lasciata col mio ex di due anni e mezzo le parole di mio padre sono state "non entrerà piu nessun ragazzo in famiglia a meno che non sia il tuo futuro marito". Il mio ragazzo lavora e spesse volte non gli va di uscire e lo raggiungo io a casa sua. Non ho mai detto fino ad ora che vado io da lui (abitiamo in due paesi diversi a distanza di 14km piu o meno 16minuti) perchè temo che mio padre possa lamentarsi primo per la benzina che paga lui e secondo per il principio che sia ad andare da lui e non lui da me. Questo è successo solo due volte fino ad ora che io sia andata da lui perchè stanco dopo il lavoro. Sinceramente vorrei dire a mio padre la verità senza alcun timore, ma ho paura. Diciamo che il rapporto con mio padre è quasi totalmente fondato sulla paura. Vorrei anche chiedergli se qualche sera posso rimanere a dormire dal mio ragazzo, ma ho anche su questo paura di chiederglielo. Paura perchè mi possa dire di no e me lo possa vietare perchè potrebbe rispondere (immagino) "casa non è un albergo che quando vuoi tu dormi qui e quando vuoi tu dormi da lui, a questo punto fai le valigie e vattene da lui". Io non chiedo di dormire tutte le notti da lui, ma quando capita di rimanere per evitare di fare avanti e dietro e di viaggiare durante la notte. E' chiedere troppo?? Sbaglio io? Alla fine dipendo a tutti gli effetti dai miei genitori. Studio, gli studi me li paga mio padre, la benzina me la paga mio padre, lo shopping me lo paga mio padre. Mi paga tutto mio padre. Ed è per questo che vorrei anche iniziare a lavorare in modo tale che non abbia da ridire tanto sul mio comportamento. In modo tale che possa pagare io la benzina, possa pagare le mie uscite serali, possa avere soldi in tasca. Mi aiuta?Mi da un parere sincero sulla situazione?? Grazie per la sua disponibilità.
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mariposa88 |
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