DONNA MODERNA

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  #11  
Vecchio 28/11/2008, 12.21
dizulum dizulum non  è collegato
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cara dottssa sono la mamma di una 15enne da due a dietaseuita da una nutrizionista, e xo molto introversa a nche se si confida abb con me , pochi gg fa xo e quasi svenuta e a spesso giramenti di testa ho scoperto che amezza mattinata non mangia la sua merenda xche non vuole ingrassare come posso aiutarla, ora abbiamo fatto ache l esame x il ferro grazie
__________________
dizulum
  #12  
Vecchio 01/12/2008, 15.42
chiccameloni chiccameloni non  è collegato
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Predefinito figlio svogliato

Gentile dottoressa Bavestrello,
mio figlio di 16 anni ha dei problemi scolastici dovuti, per sua stessa ammissione, all'assenza d'interesse nei confronti dello studio. Sembrerà strano, ma non so proprio come stimolarlo...
Grazie per la cortese attenzione
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chiccameloni
  #13  
Vecchio 02/12/2008, 14.05
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Originalmente inviato da dizulum Visualizza messaggio
cara dottssa sono la mamma di una 15enne da due a dietaseuita da una nutrizionista, e xo molto introversa a nche se si confida abb con me , pochi gg fa xo e quasi svenuta e a spesso giramenti di testa ho scoperto che amezza mattinata non mangia la sua merenda xche non vuole ingrassare come posso aiutarla, ora abbiamo fatto ache l esame x il ferro grazie
Purtropo il fantasma dei Disturbi del Comportamento Alimentare aleggia quando ci si trova a che fare con adolescenti che:
non mangiano (nascondendo il fatto di non magiare)
temono di ingrassare
dimostrano una struttura fisica che fa allarmare il medico (e che quindi inizia a prescrivere gli esami del sangue).
Se a questo quadro fisico aggiungiamo magari una dose di introversione, una buona condotta a casa e a scuola, una apparente mancanza di problemi, se non quelli legati al cibo, ecco che allora i campanelli di allarme ci sono quasi tutti.
Non si accontenti quindi nè del parere della dietologa, nè di un risultato degli esami del sangue "abbastanza" nella norma.
E' necessario che aumenti la sua capcità di osservazione, per poi decidere se è il caso di invogliare sua figlia ad avere un colloquio con uno psicoterapeuta.
Provi quindi a calcolare l'Indice di massa Corporea di sua figlia e verifichi il risultato. (Sul WEB trova molti siti che possono aiutarla in merito). fatto questo verifichi il comportamento di sua figlia a casa durante e dopo i pasti. ( e sempre nel WEB troverà siti che trattano di come riconoscere i segnali di allarme più concreti)
Come vede non le sto dando una risposta semplice: deve cominiciare ad informarsi, a raccolgiere idee e consigli: perchè se si trattasse davvero dell'esordio di un DCA, è importante che lei impari da subito a non rimnanere nel dubbio e isolata, ma a confrontarsi con altri genitori _spesso del tutto NORMALI_ che devono imparare a gestire al meglio uno dei più devastanti problemi psichiatrici del nostro tempo.
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daniela.bavestrello
  #14  
Vecchio 02/12/2008, 14.20
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Originalmente inviato da clementina82 Visualizza messaggio
Gentile dottoressa,

la prego di aiutarmi. Non riesco a capire il motivo del mio comportamento che è sempre stato così ed è tuttora così.

Quando mi piace un ragazzo in me si innescano dei meccanismi di paura, angoscia a tal punto che non sono più naturale, ma anzi, tendo a sfuggire! Vedo nel ragazzo che mi piace caratteristiche elevate che mi appartengono, ossia, non lo guardo con obiettività per quello che è realmente, ma c'è una parte di me che esalta i suoi lati positivi che paragono con le mie incapacità e mi sento "un verme" a confronto (per esempio se lui si è laureato senza andare fuori corso e sta ottenendo i suoi obiettivi, esalto questo aspetto e lo paragono con la mia situazione in quanto sono andata fuori corso di ben 3 anni, nonostante il mio ritardo sia dovuto a periodi di depressione)

Al contrario, se un ragazzo non mi suscita interessa, il problema non si pone affatto!
Ultimamente dopo molti anni, comincio a vedere un amico di vecchia data sotto una luce diversa e se prima (nonostante più di una volta mi abbia lanciato segnali di interesse nei miei confronti) non mi diceva nulla e mi comportavo normalmente, ora invece fatico a comportarmi in modo naturale.

Per esempio l'altro giorno ho avuto una reazione improvvisa di rabbia, quasi di aggressività nei suoi confronti, perché ho interpretato un suo gesto come menefreghismo nei miei confronti e mi sono sentita trascurata (anche se molto probabilmente non era così perché forse impegnato col suo lavoro) e ci stavi molto male per il gesto che avevo fatto e soprattutto per le sue potenziali conseguenze.

perché tendo a nascondermi, perché tendo ad avere un atteggiamento di aggressività? Perché ho paura del rifiuto? Perchè qst termini di paragone insensati?

E a che pro qst comportamento tra l'altro? In questo modo mi precludo tutte le possibilità di instaurare una relazione con la persona che mi interessa, come è già successo in passato, allontanando tutti i ragazzi che mi piacevano!

La prego, se sa darmi una risposta, me la dia! Come devo fare per cambiare?

In attesa di un Suo riscontro, La saluto cordialmente

Clementina
A moltissime persone capita di diventare imbranate, di avvampare, di non saper cosa dire, di mostrare il proprio lato più impacciato di fronte alla persona che interessa di più. E, per certi aspetti, questo è un evento normale che ritroviamo sia nel rapporto con l'altro sesso, sia di fronte ad un esame o un colloquio ritenuto molto importante: l'ansia di fallire aumenta la nostra incapacita, invece che incrementare le nostre potenzialità.
In questo senso è sufficiente lavorare sulla capacità di tollerare e gestire l'ansia, e spesso le cose migliorano considerevolmente.
Ma nel suo caso a questo aspetto comune si aggiunge una sorta di rifiuto, una componente di rabbia, di aggressività verso la persona che la interessa.
Elementi che come lei stessa ha notato, sono troppo pesanti e dissonanti per poter essere accettati come normali.
Purtroppo soltanto una analisi con un bravo psicoterapeuta potrà dirle le reali ragioni di questo comportamento che tende ad evitare il rapporto amoroso. Qui posso soltanto anticiparle l'idea che, probabilmente le cause sono da ricercarsi nelle sue relazioni di bambina con i suoi genitori.
E visto sappiamo che la nostra psiche è al nostro servizio, anche se a volte in maniera non sempre chiara dal punto di vista razionale, è evidente che il suo comportamento ha la funzione di evitarle qualcosa che considera come troppo pericoloso. Allora la domanda non dovrebbe più essere: perchè mi comporto così? ma piuttosto: "Cosa c'è d pericoloso in una relazione d'amore? Che cosa mi può capitare se mi innamoro? E se mi lascio andare e mi fido?"
Forse le sue difese servono, anche se in modo difficile da comprendere, a non farle più sentire un vecchio dolore che ha paura di non riuscire a tollerare di nuovo.
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daniela.bavestrello
  #15  
Vecchio 02/12/2008, 14.37
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Originalmente inviato da miranda1172 Visualizza messaggio
Sono preoccupata per mio figlio,ha 3 anni e mezzo e mangia come un bebe' da svezzare!!!Latte e biscotti a colazione nel biberon ,latte e creme di cereali a pranzo nel biberon,a merenda frutta o biscotti (quindi solo a merenda mastica!!)e per cena latte e semolino nel biberon!!!
Fino a 10 mesi mangiava tutte le pappe,poi ha avuto un periodo di inappetenza e accettava solo latte nel biberon,tutti mi dicevano "vedrai ,e' solo un periodo passeggero",ed invece sono ancora qui,con i nervi a pezzi perche' non vuole assaggiare niente di quello che c'e' a tavola,le ho provate veramente tutte per avvicinarlo al cibo da grandi,mi viene un gran nervoso quando guardo bambini piccoli mangiare di tutto e lui cosi' grande(tra l'altro dimostra 5 anni!)ancora con il latte nel biberon!!Il pediatra mi dice che cresce bene lo stesso,ma io non sto tranquilla,non e' possiblie un'alimentazione cosi' a quest'eta'!!!Ho provato a lasciarlo all'asilo,ma si e' fatto venire le crisi esteriche:non voleva entrare in sala pranzo,cosi' ho dovuto rinunciare al lavoro perche' lui non puo' fermarsi fino alle 4 e devo venire a prenderlo a mezzogiorno!!
Cerco disperatamente uno specialista qui in liguria o vicinanze che riesca ad aiutarmi a risolvere questo problema !
grazie
direi che evidentemente il problema non è il fatto che il bambino mangia solo nel biberon, ma il fatto che il bambino mostra segni di difficoltà verso l'elemento cibo, sia a casa che fuori.
Come lei ha giustamente percepito, bisognerà trovare uno psicoterapeuta che possa aiutarla a gestire questo problema con suo figlio: penso infatti che la terapia debba passare da lei, e da chi convive con lei ed il bambino, perchè siete voi adulti che potete, in maniera meno traumatica, cercare di capire meglio di quale conflitto si tratta e trovare le soluzioni più appropriate.
Ho citato il marito, o chi per lui, perchè lei afferma di non poter andare al lavoro perchè il figlio non mangia all'asilo: se si sofferma un attimo a pensare a questa affermazione può comprendere che la realtà non può essere spiegata in questo modo. Mi sembra plausibile dire dche siamo in presenza di una lotta di potere: CHI HA IL POTERE DI DECIDERE CHI FA COSA. E ragionavolmente, io non penso che un bimbo di 3 anni possa davvero esercitare un potere così grande, come quello di IMPEDIRE DI ANDARE AL LAVORO , se non ci sono altri elementi in gioco.
Provi quindi a riflettere sul comportamento del bambino non come fine a se stesso, ma come inserito in un più grande gioco relazionale. E cerchi di scoprire quali funzioni "positive" (inconscie ovviamente) potrebbe avere il fatto che suo figlio necessiti di una madre che deve badarlo continuamente perchè non è in grado di nutrirsi.
Come ha sottolineato anche il medico, il problema non è nello svezzamento in quanto tale, visto che il bambino cresce normalmente dal punto di vista fisico. Ma forse il nodo è più nella separazione dalla madre e dalle abitudini. E questo è un nodo che va risolto, per il bene suo, di madre, ma anche per una crescita psicologicamente sana del suo bimbo.
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daniela.bavestrello
 

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