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#11
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cara dottssa sono la mamma di una 15enne da due a dietaseuita da una nutrizionista, e xo molto introversa a nche se si confida abb con me , pochi gg fa xo e quasi svenuta e a spesso giramenti di testa ho scoperto che amezza mattinata non mangia la sua merenda xche non vuole ingrassare come posso aiutarla, ora abbiamo fatto ache l esame x il ferro grazie
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dizulum |
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#12
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Gentile dottoressa Bavestrello,
mio figlio di 16 anni ha dei problemi scolastici dovuti, per sua stessa ammissione, all'assenza d'interesse nei confronti dello studio. Sembrerà strano, ma non so proprio come stimolarlo... Grazie per la cortese attenzione
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chiccameloni |
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#13
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Citazione:
non mangiano (nascondendo il fatto di non magiare) temono di ingrassare dimostrano una struttura fisica che fa allarmare il medico (e che quindi inizia a prescrivere gli esami del sangue). Se a questo quadro fisico aggiungiamo magari una dose di introversione, una buona condotta a casa e a scuola, una apparente mancanza di problemi, se non quelli legati al cibo, ecco che allora i campanelli di allarme ci sono quasi tutti. Non si accontenti quindi nè del parere della dietologa, nè di un risultato degli esami del sangue "abbastanza" nella norma. E' necessario che aumenti la sua capcità di osservazione, per poi decidere se è il caso di invogliare sua figlia ad avere un colloquio con uno psicoterapeuta. Provi quindi a calcolare l'Indice di massa Corporea di sua figlia e verifichi il risultato. (Sul WEB trova molti siti che possono aiutarla in merito). fatto questo verifichi il comportamento di sua figlia a casa durante e dopo i pasti. ( e sempre nel WEB troverà siti che trattano di come riconoscere i segnali di allarme più concreti) Come vede non le sto dando una risposta semplice: deve cominiciare ad informarsi, a raccolgiere idee e consigli: perchè se si trattasse davvero dell'esordio di un DCA, è importante che lei impari da subito a non rimnanere nel dubbio e isolata, ma a confrontarsi con altri genitori _spesso del tutto NORMALI_ che devono imparare a gestire al meglio uno dei più devastanti problemi psichiatrici del nostro tempo.
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daniela.bavestrello |
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#14
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Citazione:
In questo senso è sufficiente lavorare sulla capacità di tollerare e gestire l'ansia, e spesso le cose migliorano considerevolmente. Ma nel suo caso a questo aspetto comune si aggiunge una sorta di rifiuto, una componente di rabbia, di aggressività verso la persona che la interessa. Elementi che come lei stessa ha notato, sono troppo pesanti e dissonanti per poter essere accettati come normali. Purtroppo soltanto una analisi con un bravo psicoterapeuta potrà dirle le reali ragioni di questo comportamento che tende ad evitare il rapporto amoroso. Qui posso soltanto anticiparle l'idea che, probabilmente le cause sono da ricercarsi nelle sue relazioni di bambina con i suoi genitori. E visto sappiamo che la nostra psiche è al nostro servizio, anche se a volte in maniera non sempre chiara dal punto di vista razionale, è evidente che il suo comportamento ha la funzione di evitarle qualcosa che considera come troppo pericoloso. Allora la domanda non dovrebbe più essere: perchè mi comporto così? ma piuttosto: "Cosa c'è d pericoloso in una relazione d'amore? Che cosa mi può capitare se mi innamoro? E se mi lascio andare e mi fido?" Forse le sue difese servono, anche se in modo difficile da comprendere, a non farle più sentire un vecchio dolore che ha paura di non riuscire a tollerare di nuovo.
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daniela.bavestrello |
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#15
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Citazione:
Come lei ha giustamente percepito, bisognerà trovare uno psicoterapeuta che possa aiutarla a gestire questo problema con suo figlio: penso infatti che la terapia debba passare da lei, e da chi convive con lei ed il bambino, perchè siete voi adulti che potete, in maniera meno traumatica, cercare di capire meglio di quale conflitto si tratta e trovare le soluzioni più appropriate. Ho citato il marito, o chi per lui, perchè lei afferma di non poter andare al lavoro perchè il figlio non mangia all'asilo: se si sofferma un attimo a pensare a questa affermazione può comprendere che la realtà non può essere spiegata in questo modo. Mi sembra plausibile dire dche siamo in presenza di una lotta di potere: CHI HA IL POTERE DI DECIDERE CHI FA COSA. E ragionavolmente, io non penso che un bimbo di 3 anni possa davvero esercitare un potere così grande, come quello di IMPEDIRE DI ANDARE AL LAVORO , se non ci sono altri elementi in gioco. Provi quindi a riflettere sul comportamento del bambino non come fine a se stesso, ma come inserito in un più grande gioco relazionale. E cerchi di scoprire quali funzioni "positive" (inconscie ovviamente) potrebbe avere il fatto che suo figlio necessiti di una madre che deve badarlo continuamente perchè non è in grado di nutrirsi. Come ha sottolineato anche il medico, il problema non è nello svezzamento in quanto tale, visto che il bambino cresce normalmente dal punto di vista fisico. Ma forse il nodo è più nella separazione dalla madre e dalle abitudini. E questo è un nodo che va risolto, per il bene suo, di madre, ma anche per una crescita psicologicamente sana del suo bimbo.
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daniela.bavestrello |
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