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Originalmente inviato da corno74
Buongiorno,
Sono la mamma di una bambina di 7 anni che frequenta la seconda elementare. Se lo scorso anno è filato tutto liscio, quest'anno (o meglio nelle ultime due settimane) la piccola ha iniziato a comportarsi in maniera strana: molti dispetti, scaramucce, scatti di nervosismo che la stanno già facendo etichettare come la bambina dispettosa e rompi della classe, soprattutto da parte dei suoi compagni. Compagni con cui gioca tranquillamente anche fuori dalle pareti scolastiche (abitiamo in un piccolo paesino e ci si frequenta anche al di fuori della scuola) e che quindi conosce. sono comportamenti saltuari ma che a detta della maestra adesso si stanno facendo più frequenti. Anche in casa ha delle reazioni ogni tanto esagerate con urla, porte che sbattono e scatti per motivi futili. Ogni tanto dico è colpa mia che sto sempre fuori casa per lavoro e quindi lo fa per attirare l'attenzione, ma ormai a 7 anni abbondanti dovrebbe riuscire a reagire meglio ai miei no. Altre volte penso sia talmente stanca tra scuola, sport e attività varie e che se riuscisse a riposare di più non sarebbe così nervosa. In cosa sbaglio? come farle capire che questi suoi comportamenti non solo sono sbagliati ma controproducenti? che se continua così i suoi amichetti non la vorranno più? tante volte quando inizio a farle questi "discorsetti" si chiude in se stessa e fà finta di niente, altre volte si mette a piangere......cosa devo fare?
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Anche la ns unica bimba di 9 anni con un carattere solare ha cominciato improvvisamente ad avere questi comportamenti. La miccia è stata - indagando - il suo primo allontanamento per piu' di un giorno (la notte dai nonni o da amici era sempre andata bene) in un simil campo scout per 3 notti e da cui non si poteva comunicare per mancanza copertura. Da allora sono iniziati i problemi; no ai nonni, no al mare con la nonna, no agli inviti a casa di sue amichette.... continua a voler frequentare amiche e amici ma meglio, molto meglio se a casa nostra... la notte decisamente non fuori. All'inizio abbiamo cercato di capire e l'abbiamo portata per una visita di "controllo della crescita" dalla pediatra che, informata precedentemente, le ha posto le ns domande ottenendo come risposta che non le era piaciuto e che quindi preferiva non fare piu' questa esperienza. Tranquillizzati sul fatto che fosse un momento di crescita, abbiamo dovuto constatare un susseguirsi di manifestazioni fino a quel momento assenti: iper attaccamento al padre, mi viene chiesto addirittura di avvisare quando esco e rientro dalla passeggiata con il cane o di telefonare quando finisco il calcetto, ostinazione contuinua con la mamma facendole perdere la calma e negandole spesso gratificazioni quali carezze etc (e abbiamo pensato ai primi esordi sessuali con me come latente oggetto di desiderio e mamma come avversaria) ma anche scatti di nervoso, paura dell'aldilà, fenomeni di ansia quali difficoltà nella deglutizione quando ripassiamo insieme le materie, lancio di oggetti per il troppo nervoso e scoppi in urla e pianti isterici oltre che declamare continuamente piccoli dolori testa piede ginocchio etc con "aiuto,qualcuno mi aiuti portatemi all'ospedale"... Premesso che non ci sono stati lutti, che è amata e seguita in continuazione da entrambi, che la mamma all'uscita di scuola è sempre presente avendo fatto la scelta di part time , che non le manca nulla, che è bravissima a scuola e che regolarmente ha impegni (forse troppi - danza/catechismo/inglese/nuoto) e che forse siamo sicuramente un po' apprensivi e che la spingiamo forse troppo ad eccellere, desidereremmo sapere se è il caso di andare da uno psicologo (solo noi, lei o tutti e 3) o se puo' essere un momento in cui ns figlia stia sperimanetando contemporaneamente: inizio adolescenza - rottura dei legami bimbo piccolo/genitori con conseguente paura del domani e desidereremmo avere qualche consiglio su come affrontare la situazione che ci sta cominciando a preoccupare. Grazie in anticipo