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#41
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Carissima Dottoressa
Non sono riuscita a leggere le lettere che tutte queste donne le hanno scritto, ma vedo che la mia storia ha molto di simile a quella di tante altre perciò tenterò di essere breve, e la ringrazio infinitamente per la sua attenzione. Io sono una ragazza di 21 anni, si direbbe in modo obiettivo, normopeso. Ma io e il cibo abbiamo sempre avuto un rapporto non eqilibrato: da piccola ero spesso malata, inappetente, sottopeso e il cibo bisognava cacciarmelo in gola a forza. Con lo sviluppo il mio corpo è cambiato e penso di non averlo mai accettato: i chili di troppo sono diventati un tormento da quando ho 15 anni; da allora continuo ad alternare momenti in cui mangio qualsiasi cosa fino a star male (questi periodi possono essere di pochi giorni, ma anche di un mese) 24 ore su 24, e momenti in cui mi costringo a diete iper ferree e tantissimo movimento fisico con il risultato che il mio peso oscilla di 8-10 chili la volta. Il mio problema non è rale, nel tempo sono diventata consapevole che è nella mia testa, ma di questa consapevolezza non me ne faccio un bel niente... Io non sono capace di apprezzare me stessa, tantomeno di amarmi; riesco ad odiarmi molto bene, però. Sono convinta che se peso più di 50, massimo massimo 52 chili (per 1 metro e 65 d'altezza), di essere uno spreco di spazio nel mondo e non riesco ad affrontare la vita di ogni giorno. Quando sono 60 chili vedo me stessa deforme e obesa... E la cosa stupida è che le persone, anche quando sono in un peso normale intorno ai 56-58 chili, mi dice che sono una bella ragazza... Ma io in me la bellezza la riesco a vedere solo quando raggiungo un livello che è per me di perfezione: solo allora riesco ad essere orgogliosa di me, e persino a volermi bene e vedermi bella. Ma i miei standard sono alti e ci vuole tanto per raggiungerli. Nei periodi in cui sono lucida controllo qualsiasi cosa mangio (a volte tengo dei diari) e sto settimane senza toccare carboidrati, zuccheri e grassi, roba da sar male... Nei periodi di abbuffata perdo completamente il controllo di me stessa, l'unica cosa che conta è mangiare(e nascondersi), addirittura da mal di pancia; senza senso di fame, divento come fuoco, divoro qualsiasi cosa mi si para davanti. E nel tentativo di auto-psicanalizzarmi ho capito che lo faccio per punirmi. Non so neanche io il motivo, può essere qualsiasi cosa, cambia ogni volta: è pura autodistruzione, è come se io cercassi costantemente di punirmi e farmi del male, e lo faccio ingrassando per mettermi nel disagio peggiore che posso concepire per me stessa. Non ho mai cercato di vomitare per non cadere in una patologia più grave di qella che ho già, ma da ragazzina ho rischiato l'anoressia... Vorrei solo trovare un modo per spezzare il meccanismo che scatta non appena comincio a dimagrire e a vedermi meglio, che mi spinge a buttarmi sul cibo... Perchè capisco quanto sia tutto stupido, superficiale e senza senso: io sono una persona solare e piena di voglia di vivere, ma non riesco a tirarla fuori se non sono nelle condizioni fisiche che secondo me sono "giuste". E vorrei vivere la mia vita e avere un rapporto sereno col cibo,(e col resto del mondo) che sia solo nutrimento e ogni tanto una gratificazione, non un'ossessione maniacale!! Per fortuna che volevo essere breve... ![]() La ringrazio nuovamente, Laura
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lau_87 |
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#42
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Gent.ma Dott.ssa Bavestrello,
è arrivato il momento di scriverLe....finora ho sempre scritto alla dietologa, ma nonostante la mia situazione non sia delle più gravi, credo che il tutto dipenda dalla mia psiche. Cercherò di fare un quadro di me stessa generico concentrandomi poi sul problema in particolare. Sono una ragazza di 32 anni, i miei genitori sono sulla settantina e ho una sorella e un fratello una decina d'anni più grandi di me; è ovvio che sono sempre stata la piccolina di casa, ma questo non è sempre stato positivo (gli altri uscivano e io no, tutti discutevano di cose che io non capivo, ecc)...comunque ho ricevuto sempre molto affetto dai miei famigliari, anche se ho sempre sofferto (credo) di una sorta di competizione inconscia con mia sorella; sono sempre stata la prima della classe, mi sono laureata con lode, ho preso due abilitazioni all'insegnamento sto facendo un dottorato,ma tuttota sono precaria; nonostante questo le attenzioni dfei miei genitori sono spesso rivolte a lei (mio padre l'ha assunta nel suo ufficio perchè non trovava lavoro, ecc)comunque, veniamo al dunque:da piccola sono sempre stata in sovrappeso e ne ho sempre sofferto, finchè a 15 anni ho deciso da sola di fare una dieta fai da te e ho perso 22 kg; alla vista del mio calo improvviso, sono stata portata da un dietologo e ho iniziato a seguire un'alimentazione più equilibrata...ho raggiunto quello che secondo lui era il mio peso ideale (perchè per me,anche se stavo bene continuavo a vedermi la ciccia) e tutti mi riempivano di complimenti, perciò mi sentivo invincibile....poi non so cosa sia successo, ma la dieta è iniziata ad andarmi stretta e così ho ricominciato a prendere qualche chiletto...fortunatamente non sono mai tornata al punto di partenza, ma da allora è una continua sofferenza; ora sono alta 1,78 x 75 kg (quindi normopeso ma insoddisfatta)....alterno periodi di felicità in cui raggiungo i 68 a periodi di insoddisfazione in cui sfioro gli 80; quando scendo e mantengo il peso, credo ogni volta di aver trovato il mio equilibrio, di non essere più schiava del cibo e di essere completamente guarita....vado avanti per lunghi periodi, a volte anche più di un anno, ma poi non so per quale motivo ci ricasco; il problema con il cibo non credo sia grave, cioè a livelli di bulimia, anoressia o di chi mangia di notte o ingurgita quantità smisurate di cibo, ma comunque è un problema....tranne la prima volta che sono dimagrita, ho sempre fatto diete bilanciate, non sono il tipo che digiuna, salta i pasti, o altro...anzi direi di essere diventata abbastanza salutista (sono una persona che non beve, non fuma, evito il sale, le bevande zuccherate, ecc);nella maggior parte dei casi, non ho nessuna difficoltà a seguire una dieta se sono tranquillla a casa o se le usicte si limitano a una pizza fuori: mangio cibo sano con tranquillità e quando capita mi concedo una pizza e/o un dolce; da quando però mi sono sposata e vivo più lontano da genitori e amici, i weekend sono tutti pieni, nel senso che o andiamo noi a trovare qualcuno o vengono loro a trovare noi, quindi gli sgarri non si limitano a una semplice uscita settimanale ma vuoi o non vuoi si mangia dal venerdi sera alla domenica a pranzo e in quelle situazioni io non so controllarmi; domenica scorsa ad esempio ero a casa dai miei genitori e mia madre aveva preparato una quantità smisurata di dolci:io ero sul divano e guardavo quel ciambellone al cioccolato; volevo ancora una fetta, ma poi ho pensato che ero strapiena dal pranzo, che non mi andava più di tanto nè di fame, nè di gusto...così ho deciso che anche se il mio cervello mi mandava sempre lì, avrei desistito; nonostante il ciambellone non mi andasse, quella decisione mi rendeva piuttosto nervosa e non so perchè...quando sono a casa mia con mio marito, riesco a rinunciare a tante altre cose più golose con tanta tranquillità e invece lì, il pensiero del cibo è una cosa fissa, anche se non ho fame e anche se quello che ho davanti non mi attira; spesso lì, mi ritrovo a pensare:cosa potrei mangiare?anche se sono piena...inoltre, col fatto che mia madre prepara tanta roba, che a tavola siamo tanti, che si sparla tanto, che tutti mangiano tanto, mi ritovo a mangiare al triplo della velocità con cui sono abituata e arrivo a fine pasto senza neanche aver capito cosa ho ingerito....schifata da tanto cibo e nonostante tutto alla ricerca di qualcosa che possa ancora appagarmi. Questo, in forma più lieve mi capita anche quando vengono a trovarci amici a casa, perchè è come se perdessi il controllo e dicessi:vabbè ormai ho sgarrato, se ne parla quando tutto questo è finito; premetto che vivo lontano da casa da quando avevo 19 anni, quindi il problema non è la lontananza...solo che prima la distanza era minore quindi vedevo i miei con la stessa frequenza ma loro andavano e venivano in giornata, ora invece stanno o stiamo noi da loro più giorni perchè il viaggio è più lungo e gli effetti sulla linea si vedono; in più se ci sono occasioni di vederci con i nuovi amici qua a roma durante la settimana, è fatta: i giorni di sgarro cominciano a oltrepassare quelli di dieta e l'ago sale; concludo aggiungendo che so di avere il difetto di essere una perfezionista e quindi spesso cado nella trappola o tutto o niente, ma come posso fare per migliorare? La ringrazio infinitamente Fabiola |
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#43
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Citazione:
.ha già capito molto, ma capire non basta. Quello che serve è la forza di cambiare. E, spesso, la forza non possiamo darcela da soli. Abbiamo bisogno di aiuto. Un bravo/a psicoterapeuta potrebbe essere la chiave per passare dal sapere all'ESSERE. E visto che anela alla possibilità di contare qualcosa, sarà d'accordo con me che non c'è tempo da perdere. Perchè, entrambe sappiamo che il PESO di una persona non determina il suo VALORE. Ma il VALORE di una persona determina il suo PESO nella società. Al lavoro dunque e mille auguri.
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daniela.bavestrello |
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#44
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Citazione:
Gentile Dottoressa, Lei ha un approccio alla psiche delle persaone che è veramente fantastico..Vorrei un aiutino da Lei: mi chiamo Silvia, ho 23 anni, le spiego il mio problema, che secondo me comincia a diventare un problema: L'ECCESSIVA FAME. Dovrei essere a dieta, o meglio, sfrutto tutta la mi buona volontà per esserci..Ma massimo resisto un giorno, poi il giorno uccessivo, anche se tento di frenarmi, non riesco a placare la mia irrefrenabile voglia di DOLCI, o mangiare in generale: in poco tempo passo dal mangiare il cioccolatino ad un pezzo di pane, è incredibile..E' come se dovessi riempire qualcosa..La dieta che ho è perfettamente bilanciata, non mi manca niente, era del mio dietologo, che per problemi economici ho smesso di frequentare e la sto seguendo da sola. Siccome questo fatto per me ha un'enorme peso mentale, mi fa stare male e vorrei nel possibile aiutarmi assolutamente..Ma non solo per perdere i chili in piu', ma anche per regolare la mia mente al mangiare sano, perchè ci tengo, sopratutto per stare mene, a parte il dimagrire. Come posso fare? Avrebbe qualche idea da suggerirmi? Omeopatica, oppure qualcjhe stratagemma mentale? Ho bisogno di una buona parola da esperto.. La ringrazio infinitamente! Silvia
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silvy86 |
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#45
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Citazione:
Paradossalmente il fatto che nello studio lei riesca bene (e quindi ha "tutto"), sembra averla legata a questa dimensione. Tanto che oltre alle due abilitazioni sta proseguendo per il dottorato. Nulla da obiettare in linea generale. Ma mi viene il dubbio che lei si stia fossilizzando su un tipo di realizzazione che le riesce "vincente", magari trascurando altri modi possibili di ottenere gratificazioni. Cerchi allora di aggiungere alla sua vita di moglie e lavoratrice anche qualche svago divertente, in cui lasciarsi andare andare al divertimento senza pensare di "perdere" se non è perfetta. E forse questo mecccanismo "tutto o niente" si rivela anche quando va a trovare i suoi genitori. Visto che loro si "occupano" di più dei figli problematici (come sua sorella che non è riuscita a trovare lavoro), allora lei è tentata di tirare fuori la sua "parte problematica", quella di chi non riesce nella dieta o nel trattenersi dal mangiare troppo. Alla ricerca di "tutta" la loro attenzione che scambia per affetto. E il fatto che quando va dai suoi, o loro vengono da lei, non ci sono interruzioni (vista la lontananza) acuisce il rischio che precipiti in questo vecchio modo di fare. Provi allora a diminuire il tempo, giorni o ore consecutive in cui sta chiusa in casa con la famiglia. Forse il fatto di "uscire" da casa la aiuterà ad "uscire" dal vecchio modo di rapportarsi a loro, ancora in competizione con la sorella per ricevere affetto|amore|attenzioni|preoccupazioni da parte dei suoi. Diverso è il discorso di quando vengono gli amici da lei. Sappiamo bene che il gruppo aiuta a decolpevolizzare. Sarà capitato anche a lei, durante l'adolescenza, di fare in gruppo qualche marachella che da sola non avrebbe mai osato mettere in pratica. A qualsiasi età il fatto di sentirsi dentro un gruppo aiuta ad allentare le regole e l'attenzione. Una sorta di coscienza collettiva, che in certi casi aiuta a fare molte cose buone, ma in alcuni permette di sgarrare con più facilità. Quando siete tutti insieme, allora, invece che lasciarsi trascinare, provi a "tirarsi" fuori dal gruppo. Lo so che sembra strano, ma provi a pensare a se stessa come una pesona singola, mentre gli altri fanno cose diverse. Forse riuscirà meglio a controllare il suo impulso a lasciarsi andare. Infine la dieta perenne. Purtroppo per lei, e per tutte le donne, compresa la sottoscritta ovviamente, il corpo femminile è costruito meravigliosamente bene. Siamo capaci di "tirare fuori il sangue dalle rape". Infatti siamo costruite per donare una vita, in qualsi qualsiaasi circostanza. edf il nsotro corpo è quindi ifatto per accumulare riserve, in previsione di possibili carestie. Detto in altri termini: la nostra alimentazione di donne normali in un mondo in cui il cibo è relativamente abbondante e non costa ne troppi soldi nè troppa fatica, è destinata ad essere soggetta a regole ed a restrizioni. Non possiamo mangiare tutto quello che vorremmo e che potremmo, se vogliamo mantenere un peso relativamente giusto. Ma, se ci fa caso, questo accade anche ai nostri cani o ai nostri gatti domestici. Se li lasciamo fare, mangerebbero spesso ben oltre il loro fabbisogno, soprattutto le femmine e tendono a diventare pingui, se non decisamente obese... Perciò non viva il fatto di dover vivere sotto un qualche regime alimentare, odio chiamarlo dieta nel solo senso restrittivo, come un suo problema di testa. Ma come un dato di fatto con cui bisogna imparare a fare i conti. Se riesce a cambiare queste piccole cose, allora potrà occuparsi di altri aspetti della sua esistenza. Non dico che potrà stare pefettamente bene, questa sarebbe una trappola per il suo modo di pensare "tutto o niente". Ma intendo proprio sviluppare altre aree della sua personalità, con i rischi, le fatiche ed i piaceri che questo comporta.
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daniela.bavestrello |
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