DONNA MODERNA

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  #116  
Vecchio 06/02/2011, 11.00
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Originalmente inviato da alice_22 Visualizza messaggio
Salve...anche io ho la mia confessione da fare.
Ho da poco 18 anni...e un problema di autostima da 3 anni.
io sono normopeso, ho fatto tutti i test possibili e immaginabili e risulto sempre normopeso. sono alta 1.77 e peso 66kg. il problema sta nel fato che sembro grassa. ho la pancia gonfia coi "rotolini" e non sto bene con me stessa. vorrei avere la pancia piatta ma so che questo non potrà mai accadere perchè comunque la mia costituzione rimarrà quella.
ma la consapevolezza di pesare 55 kg o 57 mi farebbe stare bene finalmente.
cosa posso fare????!?!?!

Eccolo il tarlo che porta alla rovina: sono normopeso, risulto normopeso. ma non mi piaccio. o meglio un pezzetto di me (di solito proprio la pancia) non mi piace. quindi se perdo peso, ANCHE SE SONO NORMALE, e divento magra, ANCHE SE NON è GIUSTO, mi piacerò.! cara Alice mi sembri troppo intelligente per credere davvero che perdere 10 chili, ovvero diventare SOTTOPESO potrà garantirti la felicità di un corpo perfetto. Non ho neppure bisogno di farti pensare al seno che sparisce, alle braccine a stecco o alle gambe con il classico buco. Mi è sufficiente riprendere quello che hai detto tu: "la mia costituzione rimarrà comunque quella". E aggiungerei, la costituzione femminile normale è quella fatta con la pancia leggermente in fuori. quella stessa pancia che, nella fisiologia del corpo femminile, dovrebbe poi diventare un magico posto dove far crescere una nuova vita!. Però tutto questo non significa che devi avere TROPPA pancia. Senza modificare la tua dieta inizia invece a modificare le tue abitudini. La frutta lontano dai pasti, le verdure in dosi giuste e non eccessive, magari introduci più cibi integrali. E poi vai in palestra. E trova gli esercizi più adatti per migliorare anche la pancia. Che non sparirà, ma potrà diventare più tonica e quindi un po' meno pronunciata.
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daniela.bavestrello
  #117  
Vecchio 06/02/2011, 11.43
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Originalmente inviato da debonikomomo Visualizza messaggio
Gentilissima dottoressa buongiorno,

sono la mamma di un bambino di 10 anni che in questo ultimo periodo è diventato veramente indisponente, non solo nei miei riguardi, ma anche verso tutte le persone che gravitano attorno a lui. Devo premettere, non so se è rilevante, che sono separata da 4 anni e che ho anche un'altra figlia di 9 anni. La mia preoccupazione nasce dall'atteggiamento di Niccolò sia a scuola con le sue insegnati sia nello sport con il suo coatch. A scuola sono stata richiamata perchè ha atteggiamenti infantili, non gli si può dire nulla se gli si fa una osservazione mette il muso e fa l'offeso pensando che tutto il mondo ce l'ha con lui. Mi hanno detto le maestre che pretende molto da se stesso e che lo stesso atteggiamento lo ha con i suo compagni, non gli perdona nulla è esigente, la stessa cosa fa nel basket, è capitato che perdessero una partita e in spogliatoio lui accusasse i suoi compagni, per questa ragione è stato punito dall'allenatore. Capita però troppo di frequente che venga rimproverato con urla dal suo coatch, con gli altri bambini non lo fa, e lui se la prende fino a piangere o a volersene andare e risponde anche in malo modo. Capisco che è ferito. Capisco però anche che è lui a mettersi in questa posizione perchè con i suoi atteggiamenti indispone e spesso è più facile gridargli addosso. Ho cercato, facendogli la paternale, di spiegargli che con il suo atteggiamento è sbagliato e che pagherà le conseguenze del suo comportamento. Diventerà inviso a tutti e sarà escluso, questo mi fa molto soffrire. Ho constatato che anche se lo rimprovero per il suo modo di fare anche se gli dico, cencando di farlo ragionare, che deve essere lui a cambiare "tiro" è lui che si deve adattare alla situazione e non viceversa, non ho ottenuto risultati. Niko è un bambino vivace ma anche molto intelligente, è ricettivo e a scuola come nel basket. Nello sport anche se non è un campione, e non mi interessa lo sia, mette tutto quello che ha per riuscire si impegna molto. Non so come aiutarlo in questo suo momento, ho dentro di me rabbia verso di lui ma anche dispiacere per la sua sofferenza. Lui ritiene che se si comporta con prepotenza verso di noi se alza la voce ottiene, mente ha solo il risultato che io vado dalla parte opposta. Dopo averdiscusso animatamente magari viene li e mi chiede scusa.. e io che lo amo lo abbraccio, non riesco a punirlo. Ho veramene bisogno di aiuto.

La ringrazio aspetto una sua risposta
Lei dice che Niccolò si sta attirando la rabbia degli altri, e che è troppo esigente verso se stesso. Mi viene da pensare che suo figlio stia cercando di punirsi, di farsi sgridare e maltrattare, per qualcosa che pensa di avere fatto. Qualcosa di sbagliato di cui si sente responsabile, ma che non necessariamente corrisponde ad una azione reale. A dieci anni un bambino comincia a porsi delle domande, mette in uso il proprio sistema di riferimento interno, inizia a distinguere, dentro di sè, bene e male, e comincia a pensare di avere diritto a premi e punizioni che si infligge da solo, magari "usando" gli adulti che, inconsapevolmente, tendono a sgridarlo più degli altri. Purtroppo, in queste situazioni, è difficile esprimere verbalmente qualcosa che è sotto il livello della coscienza. Ma forse può provare a osservare Niccolò in modo diverso. Lui cosa pensa della vostra separazione. Anche se è avvenuta 4 anni fa, forse adesso il bambino si sta organizzando per essere il maschio di casa? Come è il rapporto con la sorella? Forse c'è un conflitto tra la sorellina bella e buona e lui maschio prepotente ed aggressivo? E forse lei, madre, tratta il bambino come un piccolo adulto "ragionandoci" troppo, invece che semplicemnte arrabbiandosi quando sbaglia e abbracciandolo quando è ok?
Mi scusi, le domande sono più delle risposte. Ma spesso i bambini intelligenti sono quelli che finiscono con il soffrire di più, proprio perchè esigono troppo da loro stessi e gli adulti non riescono a comprendere quello che sta accadendo. Putroppo non è così facile entrare nel cuore e nella mente di un bimbo che sta crescendo, ma forse può aiutarsi osservando come dorme, chidendogli che sogni fa, cercando di cogliere quale sia il conflitto che si agita dentro di lui e che, magari, viene fuori quando gioca a casa da solo. da lì si puà aprtire per cercare di rassicurarlo ed aiutarlo a non doversi "far punire" per qualcosa che, magari non ha mai fatto.
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daniela.bavestrello
  #118  
Vecchio 06/02/2011, 11.53
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Originalmente inviato da alexegreta Visualizza messaggio
Gentilissima D.ssa Bavestrello ho assolutamente bisogno di lei riguardo i problemi di mia figlia. Ha quasi 16 anni e da qualche mese dimostra uno strano rapporto con il cibo. Da circa un'anno ha escluso completamente la carne (lei dice dopo aver visto il film Into the wild a scuola) e questo sinceramente non lo ritengo grave. La cosa che mi fa impazzire e che è capace di mangiare mele per un giorno e poi vedo sparire da casa tutto ciò che è dolce (cerco di comprarne il meno possibile ). Le ho spiegato l'importanza di sostituire le proteine con altri alimenti ma, dopo affermare che ho ragione, mi aggredisce e sembra proprio voglia farmi dispetto. Io faccio l'infermiera e, di conseguenza, non sono sempre a casa; le preparo i pasti e mi dice che mangia però non mi convince. Si lamenta che è grassa ma non fa niente per seguire un regime alimentare corretto (da quando si comporta così non ha perso un grammo). Io ritengo che non abbia bisogno di dimagrire ma, mi rendo conto, che non è magra. Le ho proposto di fare insieme una dieta bilanciata ma niente da fare non vuole. L'altra cosa che mi preoccupa è che continua a parlare di cibo, di amiche e ragazze in generale che sono tutte "fatte bene" e lei no. Certo è l'età ma ho una paura folle di dire o fare qualcosa di sbagliato che la faccia cadere nell'anoressia o bulimia. Mi può aiutare D.ssa ? Grazie infinite. A
Per cadere nella malattia non basta il problema ciccia, ci vogliono anche altri atteggiamenti mentali. e al momento non mi sembra che sua figlia stia andando in quella direzione. però sta comunque iniziando a non riuscire a mantenere nessuna regola. Naturalmente è giusto che una adolescente si ribelli, ma è altrettanto importante che un genitore accetti solo parte di questa ribellione. altrimenti ci si perde. provi dunque a lasciare mano libera sui pasti alla figlia quando lei non c'è. ma imponga il fatto di mangiare insieme le volte in cui lei è a casa. anche solo una colazione o una cena possono essere momenti per osservare meglio come si comporta sua figlia, e occasioni per fornirle nutrimenti "giusti". Ma anche una occasione per continuare a tenere aperto un dialogo. A volte si ha troppa paura di dire o fare qualcosa di sbagliato. Ma l'errore più grave, con un adolescente, è proprio quello di rinunciare a dire o fare, permettendo alla paura di tracciare un solco che, poi diventa difficile da colmare. Meglio una madre con cui si llitiga, che una madre con cui non si parla più.
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daniela.bavestrello
  #119  
Vecchio 08/05/2011, 16.38
rubyclouds rubyclouds non  è collegato
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Ho 31 anni e sono una mangiatrice compulsiva, o emozionale, come si usa dire e come si addice al mio distorto rapporto con il cibo. La mia è una storia simile a quella di molte altre donne, o delle donne che hanno scritto in questo spazio. Questa è la mia situazione di questi giorni. In alcuni libri, manuali di auto-aiuto e da un mio amico specializzando in psicologia ho appreso che potrebbero essere proprio le diete ad alimentare tale disturbo: più o più a lungo si cerca di seguire delle regole, più diventa impossibile rispettarle, più diventa alto il rischio di fallire e sentire di non essere all'altezza, di essere dei perdenti, il che porta di nuovo a consolarsi con il cibo. un circolo vizioso senza fine. in uno di questi libri si consigliava si smettere di stare a dieta, qualsiasi dieta, e di seguire una serie di fasi per tornare con il tempo ad un normale stimolo di fame e sazietà, che in me manca. Nonostante mi senta davvero stanca, dopo anni passati a lottare resistere e risollevarmi, nel corpo e nella mente, a causa si questo problema, sto per contattare l'ennesima nutrizionista ed iniziare una nuova dieta, non perché abbia bisogno di sapere come e quanto mangiare, credo di essere ferratissima in fatto di giuste abitudini alimentari, e da anni non mi sottopongo più a diete troppo drastiche, ma solo perché dimagrire è un'ossessione e non riesco a fare a meno di provarci, devo perdere circa 10 kilogrammi. Solo che una voce dentro di me continua a dirmi che gli autori di quei libri hanno ragione e che dovrei cancellare la parola dieta dalla mia vita anche a costo di non dimagrire. nel tentativo di essere meno rigida con me stessa mi sono posta l'unica regola di mangiare quello che voglio, ma in porzioni ragionevoli, un solo gelato e non una confezione per intenderci, ma all'ora dei pasti o degli spuntini e basta, per adesso non ha funzionato e le abbuffate gravi o meno continuano, penso continuamente al cibo e da sola non sto facendo progressi...so già che l'opzione migliore sarebbe una psicoterapia, ma in passato ho provato e senza successo e temo che questo potrebbe condizionare negativamente un futuro tentativo...
crede che dovrei correre il rischio, mettermi a dieta anche solo per non peggiorare la mia situazione, è ovvio che pià aumenti il peso più cali il mio morale, o al contrario rischiare di ingrassare ma cercare di disintossicarmi dalle diete tout court?
perdoni la prolissità
e grazie infinite
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pattyblue
  #120  
Vecchio 22/06/2011, 10.58
serena.82 serena.82 non  è collegato
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Buongiorno dottoressa, mi chiamo Serena ed a breve sarò mamma per la prima volta. Ho letto molto in questi mesi sulla gravidanza, il parto ed ora anche sul dopo. Quale secondo lei è il libro più idoneo da leggere per provare a capire la psicologia dei bambini e la loro educazione? La ringrazio molto.
__________________
serena.82
 

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anoressia, bulimia, digiuno, disturbi alimentari, vomitare

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