DONNA MODERNA


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  #6  
Vecchio 22/01/2009, 10.59
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Originalmente inviato da roberta30 Visualizza messaggio
anche io le porto la mia di esperienza.ho 32 anni e da sempre sono obesa.da quando ero piccola mia mamma ha sempe messo in tavola di tutto,in famiglia siamo tutti in sovrappeso e solo dopo essermi sposata e quindi essere andata via di casa ho capito che ho sempre mangiato in maniera sbagliata. dopo il viaggio di nozze ,8 anni fa,è scattata la molla.mangiavo tanto e poi correvo a vomitare,anche adesso dopo 8 anni faccio la stessa cosa anche se in maniera piu sporadica.lo so è sbagliato ma è piu forte di me.sono quasi 100 kg e da 2 settimane ho cominciato a seguire la dieta di starbene,voglio volermi bene voglio starbene anche se è dura.aggiungo che 2 anni fa dopo aver avuto una figlia , sono andata da un dietologo che mi ha fatto perdere 25 kg in 6 mesi con l aiuto di anfetamine,anche il mio cervello stava benissimo ero iperattiva mi vedevo bella.poi smesse le pastiglie la ricaduta e i kg in piu sono tornati tutti.forse avrei bisogno di un aiuto specifico,mio marito mi aiuta mi incita a dimagrire e io voglio"guarire "anche per lui.voglio dimagrire per sentirmi bene.grazie per aver ascoltato il mio sfogo.buona giornata.roberta
Cara roberta, per prima cosa dobbiamo metterci d'accordo sulla differenza tra "stare bene" e "sentirsi bene". Per "stare bene" io intendo qualcosa di mezzo tra il fisico e lo psichico. Un corpo relativamente in salute, ad un prezzo relativamente ragionavole. E i medici sono ormai concordi nel sostenere che per una persona obesa già il fatto di scendere del 10% del proprio peso sia un buon fattore di protezione nei confronti delle malattie legate alla obesità. Quindi perdere il 10% del proprio peso corporeo comincia ad essere un modo per "stare bene" ad un prezzo ragionevole! Per "sentirsi bene", invece, intendo qualcosa che è prevalentemente legato alle emozioni, è soggettivo, e relativamente indipendente dalla presenza o meno di determinate caratteristiche fisiche di salute. Ci si può sentire bene perchè si è raggiunto un obiettivo, ma anche perchè si è bevuto un tantinello, oppure perchè si sono assunte sostanze, come le anfetamine o altri tipi di stupefacenti, che "tirano su". Ma ci si può "sentire bene" anche perchè si pesa troppo poco, come accade per le anoressiche, oppure perchè si è mangiato un buon piatto, come accade ai buongustai, non necessariamente tutti obesi! E' evidente, quindi, che una persona potrebbe anche "sentirsi bene", senza essere assolutamente nella condizione di "stare bene"! Ciò premesso vorrei che lei, per prima cosa riflettesse su quello che vuole soprattutto: stare bene o sentirsi bene. Probabilmente poche cose, al momento possono sostituire la sensazione "positiva" data a suo tempo dalle anfetamine. E' naturale, visto che pur conoscendone gli effetti devastanti e pericolosi, molte persone continuano ad assumerle. Tuttavia sappiamo che l'effetto non solo non dura, ma che la ricaduta, di solito, è peggio del male originario. Pertanto su quel tipo di "sentirsi bene" stenderei un velo. Sul fatto di poter cominciare a "stare bene" un po' di educazione alimentare, ovvero una dieta intesa nel suo vero significato, (cioè quello di imparare mangiare le cose giuste in modo appropriato durante tutta la propria vita), sarà sicuramente di aiuto. Non per entrare in una taglia 48, ma per sentire che davvero sta facendo qualcosa per la sua salute. Infine sul fatto di "andare bene", anche se lo abbiamo lasciato per ultimo pure questo è importante, ovvero sul fatto di sentirsi amata per quello che è, di sentire che la sua presenza, indipendentemente dai suoi chili, è importante per chi le sta intorno, dovrà cercare di lavorare. Se suo marito l'ha sposata prima che lei cominciasse a vomitare per tentare di controllare il peso, se sua figlia le vuole bene nonostante i suoi chili, se nella sua famiglia di origine nessuno si faceva troppi problemi sui chili di troppo e ci si voleva bene ugualmente, forse l'unica per la quale non riesce ad "andare bene" è se stessa. E forse lei non si accetta per qualcosa di diverso dai chili, visto che ha scoperto che non si vuole bene. Per lavorare su questo, però il supproto di un bravo psicoterapeuta mi sembra essenziale. La lascio con l'augurio dei latini: VALE, che significa per l'appunto "stai bene"!
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daniela.bavestrello
  #7  
Vecchio 29/01/2009, 15.16
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Red face un problema lo è diventato..

gentilissima dottoressa,anch'io mi sento ti portarle qui la mia esperienza personale,il mio rapporto odio amore col cibo....da piccola no ho mai avuto di questi pensieri....devo ammettere che non ho un buon rapporto col cibo,specialmente coi dolci....sono completamente dipendente..in una maniera che non riuscivo e non riesco più a controllare...non sono anoressica,non sono bulimica,(penso)ma quando sento quell'infrenabile voglia di mangiare,non importa a che ora sia del giorno o della notte,trovo il modo per disfarmi dei miei sensi di colpa,non vomitando perchè non avrei il coraggio,ma adottando altri mezzi altrettanto efficaci,come assumere pastiglie per andare in bagno diuretici,digiuno...insomma le scappatoie non mi mancano..ho solo 21 anni e quando ho deciso di cominciare a lavorare un pò invece di proseguire con l'università,pensavo chei miei problemi si sarebbero risolti...e per un pò il miracolo è avvenuto....infatti ho cominciato a distrarmi,a casa non c'ero quasi mai,l'obbiettivo era lavorare tanto,vedere mia madre poco,e avere la mia dipendenza economica da sempre sperata.il cibo era passato in secondo piano non ci pensavo più in quella maniera morbosa,anzi piano piano mi accorgevo di dimagrire senza volerlo eppure non mi privavo di niente,mangiavo tanto al lavoro..(sono in sovrappeso di 10 kg)ero felice finalmente...dimagrivo senza diete e in più non volevo più dolci...tutto è cambiato quando ho conosciuto il mio compagno con cui ora convivo,avevo tanti ammiratori dove lavoravo visto la ragazza che ero diventata,ma ho scelto lui.che non è bellissimo ma per la prima volta nella mia vita non avevo fame i dolci,ma di amore, e lui me lo ha dato e ancora lo fa..solo che l'incantesimo si è rotto ...da 1 anno e mezzo stiamo assieme e ho rimesso velocemente su tutti i kg che avevo impiegato 20 anni a perdere...non capisco,ho lasciato il lavoro perchè non ce la facevo più a lavorare nel bar fino a tardi,adesso sto praticamente tutto il giorno a casa,non posso muovermi con la macchina perchè non ho la patente,i miei non hanno voluto che la prendessi perchè sono epilettica e ho ancora qualche crisi..involontariamente mi sono chiusa di nuovo dentro una prigione dorata!ho ripreso le cattive abitudini,il mio ragazzo mi ama qualunque sia il mio peso,ma io non riesco ad amarmi e continuo a infliggermi dolore..mi scuso se il messaggio è risultato lungo ma non voleva esserlo
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layla88
  #8  
Vecchio 01/02/2009, 19.57
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gentilissima dottoressa,anch'io mi sento ti portarle qui la mia esperienza personale,il mio rapporto odio amore col cibo....da piccola no ho mai avuto di questi pensieri....devo ammettere che non ho un buon rapporto col cibo,specialmente coi dolci....sono completamente dipendente..in una maniera che non riuscivo e non riesco più a controllare...non sono anoressica,non sono bulimica,(penso)ma quando sento quell'infrenabile voglia di mangiare,non importa a che ora sia del giorno o della notte,trovo il modo per disfarmi dei miei sensi di colpa,non vomitando perchè non avrei il coraggio,ma adottando altri mezzi altrettanto efficaci,come assumere pastiglie per andare in bagno diuretici,digiuno...insomma le scappatoie non mi mancano..ho solo 21 anni e quando ho deciso di cominciare a lavorare un pò invece di proseguire con l'università,pensavo chei miei problemi si sarebbero risolti...e per un pò il miracolo è avvenuto....infatti ho cominciato a distrarmi,a casa non c'ero quasi mai,l'obbiettivo era lavorare tanto,vedere mia madre poco,e avere la mia dipendenza economica da sempre sperata.il cibo era passato in secondo piano non ci pensavo più in quella maniera morbosa,anzi piano piano mi accorgevo di dimagrire senza volerlo eppure non mi privavo di niente,mangiavo tanto al lavoro..(sono in sovrappeso di 10 kg)ero felice finalmente...dimagrivo senza diete e in più non volevo più dolci...tutto è cambiato quando ho conosciuto il mio compagno con cui ora convivo,avevo tanti ammiratori dove lavoravo visto la ragazza che ero diventata,ma ho scelto lui.che non è bellissimo ma per la prima volta nella mia vita non avevo fame i dolci,ma di amore, e lui me lo ha dato e ancora lo fa..solo che l'incantesimo si è rotto ...da 1 anno e mezzo stiamo assieme e ho rimesso velocemente su tutti i kg che avevo impiegato 20 anni a perdere...non capisco,ho lasciato il lavoro perchè non ce la facevo più a lavorare nel bar fino a tardi,adesso sto praticamente tutto il giorno a casa,non posso muovermi con la macchina perchè non ho la patente,i miei non hanno voluto che la prendessi perchè sono epilettica e ho ancora qualche crisi..involontariamente mi sono chiusa di nuovo dentro una prigione dorata!ho ripreso le cattive abitudini,il mio ragazzo mi ama qualunque sia il mio peso,ma io non riesco ad amarmi e continuo a infliggermi dolore..mi scuso se il messaggio è risultato lungo ma non voleva esserlo
cito dalla sua lettera:
involontariamente mi sono chiusa di nuovo dentro una prigione dorata!ho ripreso le cattive abitudini,il mio ragazzo mi ama qualunque sia il mio peso,ma io non riesco ad amarmi e continuo a infliggermi dolore..
Che altro aggiungere. Ha fatto la diagnosi, e può forse intuire la cura, cara Layla. Sentire di essere una persona, capire di valere qualcosa, riuscire ad apprezzare, e quindi amare se stessi, sono passi indispensabili nel processo di acquisizione di una identità sana, e, quindi, anche di un corpo\mente sufficientemente sano. Se non si persegue la strada della realizzazione, ma si cerca la scorciatoia della prigione, anche se dorata, la sconfitta è pressochè inevitabile. E, come ben ha sottolineato lei, non importa se gli altri ci amano. I migliori, o peggiori. giudici di noi siamo noi stessi. E così, anche se il suo compagno la ama per quello che è diventata lei sa benissimo che non si esaurisce tutto lì, che in fondo sta barando sulle regole della vita, e che la sua realizzazione passa per altre strade. Trovare il coraggio di percorrerle non è facile, lo so. Ma il prezzo che si paga per rinunciare alla propria capacità di vivere è molto alto. A lei la scelta.
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daniela.bavestrello
  #9  
Vecchio 06/02/2009, 21.36
silvia8775 silvia8775 non  è collegato
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Predefinito X la dottoressa - richiesta consigli

Gent.le dottoressa,
io le scrivo non tanto x esporle la mia situazione ma x avere da lei dei consigli.
Premesso che (in teoria) sono a dieta da una vita ma non ho mai ottenuto dei buoni risultati, il mio problema è che uso il cibo come consolazione nei momenti di noia, di tristezza, ma anche come premio nei momenti di gioia, di festa. Insomma il cibo calma la rabbia, la stanchezza post lavoro...
Anche se cerco di stare attenta, tutto si svolge in una frazione di secondo e... il cioccolatino è già in bocca! come si fa a controllare l'attimo? Ad evitare queste situazioni? a non usare il cibo x amico?
La ringrazio tantissimo! Silvia
  #10  
Vecchio 08/02/2009, 14.23
sazu sazu non  è collegato
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Predefinito Un pò più grande!

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Originalmente inviato da la redazione di starbene Visualizza messaggio
La dottoressa Bavestrello risponderà alle domande inerenti ai problemi psicologici che riguardano bambini e ragazzi da zero a vent'anni.
In più, questa settimana ti propone anche un particolare tema di discussione: PER TE IL CIBO È UN PROBLEMA? Se mangiare meno (o troppo) diventa un’ossessione il pericolo per la salute si chiama anoressia e bulimia. La cosa più importante è accorgersene in tempo, sia che il problema sia personale o di tua figlia (o di un’amica: aiutala!). Come? Chiedilo alla nostra esperta: ti rivelerà anche le strategie migliori per cambiare subito rotta.
Dottoressa, io non sono più una ragazzina, anche se tutti mi credono che io sembri molto più giovane, mi chiamo Zucchi Manuela ho 31 anni e abito a Rimini.
Io peso 46 Kg e sono alta 1,60Kg, mi sento sempre gonfia mi vedo sempre con la pancia, quindi a pranzo non mangio e alla sera mangio il giusto per me, non sò se sbaglio, ma il cibo è diventato un problema per me!
Spero che mi risponderà, anche se non rientro nell'età giusta.
Grazie davvero.
Manuela Zucchi
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sazu
 

I tag
anoressia, bulimia, digiuno, disturbi alimentari, vomitare

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