DONNA MODERNA

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  #1  
Vecchio 31/05/2011, 17.28
karenina1979 karenina1979 non  è collegato
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Predefinito Si può amare e non provare più alcun desiderio sessuale verso il proprio partner?

Gentile Dottore,
sono giorni che mi tormenta questa domanda: posso amare il mio compagno e non provare più desiderio sessuale nei suoi confronti?
Ho 32 anni e sto con questo ragazzo da 4. Viviamo insieme, siamo felici, stiamo bene sul piano emotivo, ridiamo molto, scherziamo, lui è molto collaborativo anche in casa ed è una persona rispettosa e attenta nei miei confronti.
Non mi fa mancare davvero nulla sul piano dell'affetto, della dolcezza. Mi fa regali, è realizzato sul lavoro...insomma, quello che, mi creda, si direbbe un ragazzo d'oro. E badi che non è una pappa molle, ma uno forte, deciso, molto sicuro di sè. Non è sempre stato tutto rose e fiori tra noi, ci siamo anche lasciati per un breve periodo, a causa del fatto che secondo lui ero troppo concentrata su me stessa e sui miei bisogni. In effetti io sono sempre quella più egoista nella coppia, o meglio, capricciosa.Comunque dopo quella pausa ci siamo rimessi insieme con serenità.
Il problema è che mentre all'inizio della nostra storia la componente sessuale era molto forte, c'era molta passione e io lo cercavo moltissimo, da diversi mesi - forse anche un anno - io non provo più attrazione nei suoi confronti.
Non mi sento stimolata dalla sua presenza e dal suo comportamento. Eppure sento di amarlo e di nutrire per lui un sentimento forte.
Negli ultimi giorni poi, ho risentito un ragazzo di ne 9 anni più giovane di me, con il quale mesi prima di conoscere il mio attuale fidanzato avevo avuto una brevissima storia di passione. Beh, risentire questo ragazzo e rivederlo in alcune foto mi ha risvegliato verso di lui una attrazione incredibile. A tal punto che l'ho sentito per dirgli se ci potevamo vedere, ma poi ho tagliato la cosa dicendomi: ma che sto facendo?!?...non voglio tradire il mio fidanzato!
Però mi succede così, mi succede di voler essere posseduta da altri uomini, e di fantasticare su di loro. E provare piacere nel farlo.
Mentre col mio compagno niente, e lui lo sta avvertendo e mi dice che è stanco di non avere rapporti con me o di averli e sentire che io chiudo tutto nell'arco di 5 minuti. All'inizio avevamo rapporti anche di due ore.
Sono preoccupata, perchè anni fa mi lasciai con un ex proprio perchè mi accadde la stessa cosa: non provavo più attrazione per lui e un altro ragazzo mi conquistò riaccendendo in me la passione. Non tradii il mio ex, gli dissi che non provavo più le stesse cose per lui bensì per un altro. Lo lasciai e stetti con questo ragazzo che mi aveva conquistata un mese solo, e con lui ci fu una passione che non ho mai avuto con nessun altro. Ma fu solo passione, attrazione e poi tutto svanì perchè ci lasciammo. Non lo amavo, mi piaceva da morire e adoravo avere rapporti con lui.
E sa cosa noto Dottore? All'inizio delle mie due storie più importanti e serie io non ero innamorata come una folle, anzi. Sembra quasi che per avere dei rapporti sessuali soddisfacenti io non debba provare un senso di amore ma solo di forte attrazione. Questa cosa mi tormenta, e mi chiedo se sia sbagliata io o forse non ho ancora trovato la persona "giusta". Forse per come sono fatta devo trovare un uomo che unisca le due cose, sesso e amore, e non solo amore e basta.
Amo il mio compagno, non riesco a desiderarlo e sono attratta da altri uomini. Possibile caro Dottore?
Grazie per la Sua attenzione e la prego di scusarmi se mi sono dilungata tanto.
M.
__________________
karenina1979
  #2  
Vecchio 01/06/2011, 21.03
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Predefinito Il Dottor Traverso Risponde

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Gentile Dottore,
sono giorni che mi tormenta questa domanda: posso amare il mio compagno e non provare più desiderio sessuale nei suoi confronti?
Ho 32 anni e sto con questo ragazzo da 4. Viviamo insieme, siamo felici, stiamo bene sul piano emotivo, ridiamo molto, scherziamo, lui è molto collaborativo anche in casa ed è una persona rispettosa e attenta nei miei confronti.
Non mi fa mancare davvero nulla sul piano dell'affetto, della dolcezza. Mi fa regali, è realizzato sul lavoro...insomma, quello che, mi creda, si direbbe un ragazzo d'oro. E badi che non è una pappa molle, ma uno forte, deciso, molto sicuro di sè. Non è sempre stato tutto rose e fiori tra noi, ci siamo anche lasciati per un breve periodo, a causa del fatto che secondo lui ero troppo concentrata su me stessa e sui miei bisogni. In effetti io sono sempre quella più egoista nella coppia, o meglio, capricciosa.Comunque dopo quella pausa ci siamo rimessi insieme con serenità.
Il problema è che mentre all'inizio della nostra storia la componente sessuale era molto forte, c'era molta passione e io lo cercavo moltissimo, da diversi mesi - forse anche un anno - io non provo più attrazione nei suoi confronti.
Non mi sento stimolata dalla sua presenza e dal suo comportamento. Eppure sento di amarlo e di nutrire per lui un sentimento forte.
Negli ultimi giorni poi, ho risentito un ragazzo di ne 9 anni più giovane di me, con il quale mesi prima di conoscere il mio attuale fidanzato avevo avuto una brevissima storia di passione. Beh, risentire questo ragazzo e rivederlo in alcune foto mi ha risvegliato verso di lui una attrazione incredibile. A tal punto che l'ho sentito per dirgli se ci potevamo vedere, ma poi ho tagliato la cosa dicendomi: ma che sto facendo?!?...non voglio tradire il mio fidanzato!
Però mi succede così, mi succede di voler essere posseduta da altri uomini, e di fantasticare su di loro. E provare piacere nel farlo.
Mentre col mio compagno niente, e lui lo sta avvertendo e mi dice che è stanco di non avere rapporti con me o di averli e sentire che io chiudo tutto nell'arco di 5 minuti. All'inizio avevamo rapporti anche di due ore.
Sono preoccupata, perchè anni fa mi lasciai con un ex proprio perchè mi accadde la stessa cosa: non provavo più attrazione per lui e un altro ragazzo mi conquistò riaccendendo in me la passione. Non tradii il mio ex, gli dissi che non provavo più le stesse cose per lui bensì per un altro. Lo lasciai e stetti con questo ragazzo che mi aveva conquistata un mese solo, e con lui ci fu una passione che non ho mai avuto con nessun altro. Ma fu solo passione, attrazione e poi tutto svanì perchè ci lasciammo. Non lo amavo, mi piaceva da morire e adoravo avere rapporti con lui.
E sa cosa noto Dottore? All'inizio delle mie due storie più importanti e serie io non ero innamorata come una folle, anzi. Sembra quasi che per avere dei rapporti sessuali soddisfacenti io non debba provare un senso di amore ma solo di forte attrazione. Questa cosa mi tormenta, e mi chiedo se sia sbagliata io o forse non ho ancora trovato la persona "giusta". Forse per come sono fatta devo trovare un uomo che unisca le due cose, sesso e amore, e non solo amore e basta.
Amo il mio compagno, non riesco a desiderarlo e sono attratta da altri uomini. Possibile caro Dottore?
Grazie per la Sua attenzione e la prego di scusarmi se mi sono dilungata tanto.
M.
Carissima amica, benvenuta tra noi. Immagino che Lei abbia seguito più sezioni del forum. Se lo ha fatto, potrà già immaginare la risposta. Comunque sia, sono convinto che Lei faccia parte di quella schiera di persone, e sono tantissime, che non riesce ad integrare amore e sesso. In altre parole, attrazione, passione ed erotismo funzionano fin quando non si stabilisce un legame così forte e complesso da essere chiamato amore. Ma quando nasce l'amore, c'è vicinanza, complicità, coccole e carezze ..... ma senza sesso. Cominciamo quindi a stabilire che ciò che Le accade è perfettamente normale. Non ho dubbi sul fatto che Lei ami il Suo compagno: semplicemente non lo desidera più. Il sesso, nel senso erotico del termine, va al Suo ex o ad altri uomini. Perchè è così che Lei funziona. E' anormale? No. E' superabile? Si, ma a patto che Lei sia molto onesta con se stessa. Nel passato ha avuto perdite molto dolorose? Ci sono stati, in famiglia, degli abbandoni? Perchè se così fosse verrebbe facile pensare che Lei desidera finchè non ama, ma quando ama non desidera, così da essere autorizzata a sentirsi attratta da altri. Quindi, per gestire un eventuale abbandono. Non c'è nulla di patologico in Lei, ma se mi permette Le direi di consultare un bravo psicologo che sappia darLe delle spiegazioni. Nessun esperto ha diritto di dirLe cosa è bene o cosa è male: ma Lei potrà capire se alla base di questa situazione, che immagino faccia soffrire Lei e il Suo partner, vi siano motivazioni concrete o solo capricci. Solo sapendolo potrà decidere al meglio. Mi vuole però raccontare qualcosa in più di sè? La aspetto, a presto.
__________________
gabriele.traverso
  #3  
Vecchio 02/06/2011, 12.24
karenina1979 karenina1979 non  è collegato
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Carissima amica, benvenuta tra noi. Immagino che Lei abbia seguito più sezioni del forum. Se lo ha fatto, potrà già immaginare la risposta. Comunque sia, sono convinto che Lei faccia parte di quella schiera di persone, e sono tantissime, che non riesce ad integrare amore e sesso. In altre parole, attrazione, passione ed erotismo funzionano fin quando non si stabilisce un legame così forte e complesso da essere chiamato amore. Ma quando nasce l'amore, c'è vicinanza, complicità, coccole e carezze ..... ma senza sesso. Cominciamo quindi a stabilire che ciò che Le accade è perfettamente normale. Non ho dubbi sul fatto che Lei ami il Suo compagno: semplicemente non lo desidera più. Il sesso, nel senso erotico del termine, va al Suo ex o ad altri uomini. Perchè è così che Lei funziona. E' anormale? No. E' superabile? Si, ma a patto che Lei sia molto onesta con se stessa. Nel passato ha avuto perdite molto dolorose? Ci sono stati, in famiglia, degli abbandoni? Perchè se così fosse verrebbe facile pensare che Lei desidera finchè non ama, ma quando ama non desidera, così da essere autorizzata a sentirsi attratta da altri. Quindi, per gestire un eventuale abbandono. Non c'è nulla di patologico in Lei, ma se mi permette Le direi di consultare un bravo psicologo che sappia darLe delle spiegazioni. Nessun esperto ha diritto di dirLe cosa è bene o cosa è male: ma Lei potrà capire se alla base di questa situazione, che immagino faccia soffrire Lei e il Suo partner, vi siano motivazioni concrete o solo capricci. Solo sapendolo potrà decidere al meglio. Mi vuole però raccontare qualcosa in più di sè? La aspetto, a presto.
Gentile Dottore,
le Sue parole mi hanno spiazzata!
Ha centrato in pieno quello che probabilmente è il fulcro di tutto: il senso dell'abbandono.
In passato ho fatto diversi anni di psicoterapia presso una psichiatra (alla quale peraltro sono molto legata), se non sabglio in tutto 5 anni, dai 21 ai 26: sindrome ossessivo compulsiva con attacchi di panico e stati ansiosi molto forti. All'inizio della terapia ero molto depressa, poi a mano a mano che il tempo passava miglioravo, acquistavo fiducia in me stessa e ritornavo a vivere. In tutti quegli anni accanto a me c'è sempre stato il mio ex ragazzo...e credo che non sia stato un caso che io lo abbia lasciato proprio verso la fine della psicoterapia, cioè quando ormai sentivo di stare bene e di potercela fare da sola. Come a dire: adesso vado avanti senza di te. Inoltre erano ormai quasi due anni che tra noi sessualmente non funzionava più.
Ricordo bene, tornando proprio alla psicoterapia, che feci dei test psicologici e ne risultò che avevo molto paura dell'abbandono, di essere abbandonata da chi amo (iniziai la psicoterapia nel 2001 e a fine 1999 avevo perso mio nonno, la prima figura fondamentale della mia vita, ne avveo sofferto moltissimo).
In generale io ho molto timore di perdere i miei genitori, li amo tantissimo e sono legatissima a loro, soprattutto a mia madre. Spesso penso al distacco con lei e mi sento morire dentro...in un tets in particolare io descrissi una immagine così: una donna, una bambina, non ricordo bene, si sente sola e triste perchè è abbandonata da un uomo che ama.
Poi oltre a questo venne fuori che vivevo con molta superficialità, in quel momento della mia vita, i rapporti sociali con gli altri.
Le sue parole mi hanno fatto molto riflettere Dottore...in effetti col mio primo compagno durò 6 anni, e solo i primi 2 o 3 furono di passione a amore. Gli altri solo di amore e poi amore fraterno. Fino a quando un ragazzo non mi corteggiò e io cedetti riscoprendo una passione travolgente. Da qui lasciai il mio ex.
Ora con questo nuovo compagno con il quale sto da 4 anni lo stesso: all'inizio grande passione, ero gelosa, invece adesso - o meglio da quasi 2 anni - non ho più desiderio, non sento attrazione, ma lui è una persona splendida.
Mi sento infantile a desiderare altro o comunque altri uomini, quando con lui ho dei valori e dei sentimenti seri in comune.
Io sono in effetti ancora molto infantile per certi aspetti, inoltre sono una persona che deve avere il controllo di tutto ( questo me lo "rimproverava" sempre la mia psicoterapeuta), si deve fare come dico io o non si fa. Ma badi che sono così con il mio compagno, non con gli amici. E sono anche un pò egoista, pretendo molto e rispetto a quaello che mi viene dato io dò meno, lo so. POi per carità non sono un mostro, cioè sono davvero solare, gli altri precepisco che sono affascinati da me, dalla mia simpatia, cortesia, educazione. Sono molto alla mano, ascolto tantissimo gli amici e cerco di aiutarli se hanno un problema. In pillole questa sono io!
E quando lei dice: "Lei desidera finchè non ama, ma quando ama non desidera, così da essere autorizzata a sentirsi attratta da altri" io mi ritrovo in questo!.....però mi chiedo: non potrò andare avanti così per sempre? come posso costruire un rapporto stabile in questo modo?
Pensi che spesso mi sono detta: forse non sono fatta per stare con lo stesso uomo tutta la vita.......però in fondo non è ciò che voglio, cioè io voglio un compagno con cui condividere sia il sesso che l'amore....
non potrebbe essere che forse non ho ancora incontrato quello "giusto"???...no eh...è più una scusa questa forse....
E intanto mi ritrovo con una anello di fidanzamento al dito, l'ho voluto fortemente, i genitori di lui e i miei che ci aiutano con le spese e i lavori di casa...e io che non so cosa provo!....
Dottore, grazie ancora e anche questa volta so di essere stata prolissa!
__________________
karenina1979
  #4  
Vecchio 02/06/2011, 22.36
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Gentile Dottore,
le Sue parole mi hanno spiazzata!
Ha centrato in pieno quello che probabilmente è il fulcro di tutto: il senso dell'abbandono.
In passato ho fatto diversi anni di psicoterapia presso una psichiatra (alla quale peraltro sono molto legata), se non sabglio in tutto 5 anni, dai 21 ai 26: sindrome ossessivo compulsiva con attacchi di panico e stati ansiosi molto forti. All'inizio della terapia ero molto depressa, poi a mano a mano che il tempo passava miglioravo, acquistavo fiducia in me stessa e ritornavo a vivere. In tutti quegli anni accanto a me c'è sempre stato il mio ex ragazzo...e credo che non sia stato un caso che io lo abbia lasciato proprio verso la fine della psicoterapia, cioè quando ormai sentivo di stare bene e di potercela fare da sola. Come a dire: adesso vado avanti senza di te. Inoltre erano ormai quasi due anni che tra noi sessualmente non funzionava più.
Ricordo bene, tornando proprio alla psicoterapia, che feci dei test psicologici e ne risultò che avevo molto paura dell'abbandono, di essere abbandonata da chi amo (iniziai la psicoterapia nel 2001 e a fine 1999 avevo perso mio nonno, la prima figura fondamentale della mia vita, ne avveo sofferto moltissimo).
In generale io ho molto timore di perdere i miei genitori, li amo tantissimo e sono legatissima a loro, soprattutto a mia madre. Spesso penso al distacco con lei e mi sento morire dentro...in un tets in particolare io descrissi una immagine così: una donna, una bambina, non ricordo bene, si sente sola e triste perchè è abbandonata da un uomo che ama.
Poi oltre a questo venne fuori che vivevo con molta superficialità, in quel momento della mia vita, i rapporti sociali con gli altri.
Le sue parole mi hanno fatto molto riflettere Dottore...in effetti col mio primo compagno durò 6 anni, e solo i primi 2 o 3 furono di passione a amore. Gli altri solo di amore e poi amore fraterno. Fino a quando un ragazzo non mi corteggiò e io cedetti riscoprendo una passione travolgente. Da qui lasciai il mio ex.
Ora con questo nuovo compagno con il quale sto da 4 anni lo stesso: all'inizio grande passione, ero gelosa, invece adesso - o meglio da quasi 2 anni - non ho più desiderio, non sento attrazione, ma lui è una persona splendida.
Mi sento infantile a desiderare altro o comunque altri uomini, quando con lui ho dei valori e dei sentimenti seri in comune.
Io sono in effetti ancora molto infantile per certi aspetti, inoltre sono una persona che deve avere il controllo di tutto ( questo me lo "rimproverava" sempre la mia psicoterapeuta), si deve fare come dico io o non si fa. Ma badi che sono così con il mio compagno, non con gli amici. E sono anche un pò egoista, pretendo molto e rispetto a quaello che mi viene dato io dò meno, lo so. POi per carità non sono un mostro, cioè sono davvero solare, gli altri precepisco che sono affascinati da me, dalla mia simpatia, cortesia, educazione. Sono molto alla mano, ascolto tantissimo gli amici e cerco di aiutarli se hanno un problema. In pillole questa sono io!
E quando lei dice: "Lei desidera finchè non ama, ma quando ama non desidera, così da essere autorizzata a sentirsi attratta da altri" io mi ritrovo in questo!.....però mi chiedo: non potrò andare avanti così per sempre? come posso costruire un rapporto stabile in questo modo?
Pensi che spesso mi sono detta: forse non sono fatta per stare con lo stesso uomo tutta la vita.......però in fondo non è ciò che voglio, cioè io voglio un compagno con cui condividere sia il sesso che l'amore....
non potrebbe essere che forse non ho ancora incontrato quello "giusto"???...no eh...è più una scusa questa forse....
E intanto mi ritrovo con una anello di fidanzamento al dito, l'ho voluto fortemente, i genitori di lui e i miei che ci aiutano con le spese e i lavori di casa...e io che non so cosa provo!....
Dottore, grazie ancora e anche questa volta so di essere stata prolissa!
Lo so che è stata prolissa: ma evidentemente aveva tante cose da dire. E' sicura di aver letto proprio tutto alla Sua psicoterapeuta? Io credo che qualcosa Le sia rimasto dentro, tanto da lasciare alcune perplessità rispetto a ciò che desidera. Partiamo però da una assoluta normalità. Chi pensa che la persona che incontra sia per sempre, commette un grande errore. Stare con qualcuno significa scegliere proprio quella persona ogni giorno: e sappiamo bene quante relazione vadano a naufragare, che sia convivenza o matrimonio. Quindi, quello che Le accade non è statisticamente significativo. Più chiaro è invece il Suo disturbo: la sindrome è quella ansiosa, che sarebbe poi quel grande contenitore in cui ci sono sintomi specifici, nel Suo caso ossessioni, compulsioni e attacchi di panico. Io credo che la psicoterapia ha funzionato, però Lei sio è fermata, magari prima che la Sua terapeuta lo decidesse. Ha pensato che tutto fosse a posto. E invece parte di quel controllo, di quella ossessione, di quel panico sono nella Sua vita sentimentale. Ha paura di lasciare una persona che non desidera perchè teme di perdere il controllo sulla persona. Costringerla a stare con Lei anche se Lei non la desidera è un potente mezzo di controllo. Ma l'abbandono è la questione principale. Occorre analizzare a fondo i Suoi sistemi di attaccamento, come Lei si rapporta alle persone e come se ne distacca. Credo davvero che Lei sia una grande amica per tutti: l'amicizia è qualcosa che va e viene e non dà molti problemi. Ma è sull'aspetto sentimentale che occorre approfondire. Desiderare altri uomini e non il proprio è quasi normale. Ma se sotto sotto ci sono altre problematiche, occorre approfondire. Mi sa dire se Lei si sente guarita dalle crisi d'ansia oppure no?
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gabriele.traverso
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Vecchio 03/06/2011, 01.41
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Lo so che è stata prolissa: ma evidentemente aveva tante cose da dire. E' sicura di aver letto proprio tutto alla Sua psicoterapeuta? Io credo che qualcosa Le sia rimasto dentro, tanto da lasciare alcune perplessità rispetto a ciò che desidera. Partiamo però da una assoluta normalità. Chi pensa che la persona che incontra sia per sempre, commette un grande errore. Stare con qualcuno significa scegliere proprio quella persona ogni giorno: e sappiamo bene quante relazione vadano a naufragare, che sia convivenza o matrimonio. Quindi, quello che Le accade non è statisticamente significativo. Più chiaro è invece il Suo disturbo: la sindrome è quella ansiosa, che sarebbe poi quel grande contenitore in cui ci sono sintomi specifici, nel Suo caso ossessioni, compulsioni e attacchi di panico. Io credo che la psicoterapia ha funzionato, però Lei sio è fermata, magari prima che la Sua terapeuta lo decidesse. Ha pensato che tutto fosse a posto. E invece parte di quel controllo, di quella ossessione, di quel panico sono nella Sua vita sentimentale. Ha paura di lasciare una persona che non desidera perchè teme di perdere il controllo sulla persona. Costringerla a stare con Lei anche se Lei non la desidera è un potente mezzo di controllo. Ma l'abbandono è la questione principale. Occorre analizzare a fondo i Suoi sistemi di attaccamento, come Lei si rapporta alle persone e come se ne distacca. Credo davvero che Lei sia una grande amica per tutti: l'amicizia è qualcosa che va e viene e non dà molti problemi. Ma è sull'aspetto sentimentale che occorre approfondire. Desiderare altri uomini e non il proprio è quasi normale. Ma se sotto sotto ci sono altre problematiche, occorre approfondire. Mi sa dire se Lei si sente guarita dalle crisi d'ansia oppure no?
In merito a questa sua ultima domanda dottore potrei risponderLe: colpita e affondata.
Non mi sento completamente guarita dalle crisi di ansia...lo sono stata e mi ci sono sentita davvero per 4 anni, e quei 4 anni hanno coinciso con un periodo sereno sotto molti pdv della mia vita: 2 anni dopo la fine della mia prima storia importante, quindi gli anni da sigle. Gli altri due anni, i primi passati con il mio attuale compagno, cioè gli anni della passione. Dopodichè, e parlo quindi dal 2009 a oggi, ho ripreso ad avere qualche attacco di panico e ansia. Soprattutto l'estate scorsa, a seguito di un attacco ischemico che fortunatamente non mi ha creato deficit, ho accumulato evidentemente stress e paura che è sfociato in due o tre attacchi di panico piuttosto forti, brevi ma intensi.
Forse dovrei consultare nuovamente la mia psicoterapeuta......focalizzando il tutto sull'aspetto sentimentale e cercando di capire, come dice Lei, i meccanismi di attaccamento.
Forse c'è ancora qualcosa in sospeso!
Grazie Dottore per la Sua cortese risposta, la terrò aggiornato dunque.
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karenina1979
 

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