DONNA MODERNA

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  #1  
Vecchio 22/12/2011, 10.42
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Predefinito Corpo nemico

Buongiorno dottore,
mi rivolgo a Lei sperando di ottenere un buon consiglio. Sono una ragazza di 25 anni, al momento convivo con un uomo, che considero quello della mia vita. La nostra storia mi rende molto felice e in lui trovo un ottimo compagno.
Il mio problema è nato qualche mese fa. Da sempre avevo problemi a fare l'amore con i miei partner, essenzialmente perché non provavo quasi mai piacere (e mai l'orgasmo durante la penetrazione)... per me il sesso era puramente un piacere psicologico, che risiedeva nell'idea di dare piacere al mio compagno.
Con il mio attuale compagno ho sentito una maggiore libertà e mesi fa abbiamo deciso di seguire una terapia sessuologica che ha portato risultati molto buoni, tra cui la possibilità - sebbene richieda tanta pazienza per entrambi - per me di raggiungere l'orgasmo durante la penetrazione. In generale comunque sicuramente è subentrato del piacere fisico per me durante l'atto.
Da diversi mesi, tuttavia, continuo ad avere vari piccoli disturbi fisici (irritazioni come per esempio candida) che, aggiunti al classico ciclo mensile, mi impediscono di fare l'amore con il mio compagno per varie settimane. Questo mi ha portata ad avere un pensiero fisso, ovvero il fatto che essendo donna sono "condannata" dal mio stesso corpo a soffrire e che la situazione (con ad esempio gravidanze e l'invecchiamento) non farà che peggiorare. Sento il mio corpo come un ostacolo, un nemico e a volte come un semplice mezzo per fare figli o soddisfare gli uomini. Paradossalmente l'averlo "riscoperto" con la terapia ha risvegliato anche questa voragine di disperazione e pessimismo.
Ultimamente mi ritrovo spesso a piangere per niente, ad avere pensieri deprimenti e questa sensazione di condanna a cui non posso sfuggire.
Io cerco di non dimenticare il mio compagno e, sebbene lui non me lo chieda, di soddisfarlo in altri modi, ma anche da questo ricavo una sensazione di sofferenza... Provo invidia, sia per il fatto che lui abbia la possibilità fisica di provare piacere che perché vedo che per lui raggiungere l'orgasmo è uno schiocco di dita, quando per me è una cosa così lunga e laboriosa che talvolta la fatica mi leva il gusto del risultato.
Un'ultima cosa: il mio fidanzato ha un forte complesso sessuale a causa di una drammatica storia passata. Solo con me è riuscito a riprendersi fisicamente e abbiamo fatto progressi giganteschi insieme... ma naturalmente rimane in lui una paura di fondo. Questo mi impedisce di sfogarmi con lui, ogni volta che ho provato lui non solo non ha saputo sostenermi, ma ha scaricato tutto su di sè, temendo che la colpa fosse sua e che questo avrebbe portato alla nostra rottura... cosa che non è nemmeno lontanamente nei miei pensieri. Io sono molto felice con lui, lo ripeto, e anche sessualmente mi sento di "partecipare" per la prima volta in una relazione.

Mi dispiace di essermi dilungata così, ma ne ho approfittato anche per sfogarmi, perché non ho nessuno con cui confidarmi. So che la cosa migliore sarebbe una terapia sessuologica, ma al momento ho dei seri ostacoli pratici ad affrontarla... per cui Le chiedo un consiglio per uscire da questo circolo vizioso mentale. Al momento io non ho idee.
La ringrazio e porgo cordiali saluti.
  #2  
Vecchio 23/12/2011, 14.23
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Buongiorno dottore,
mi rivolgo a Lei sperando di ottenere un buon consiglio. Sono una ragazza di 25 anni, al momento convivo con un uomo, che considero quello della mia vita. La nostra storia mi rende molto felice e in lui trovo un ottimo compagno.
Il mio problema è nato qualche mese fa. Da sempre avevo problemi a fare l'amore con i miei partner, essenzialmente perché non provavo quasi mai piacere (e mai l'orgasmo durante la penetrazione)... per me il sesso era puramente un piacere psicologico, che risiedeva nell'idea di dare piacere al mio compagno.
Con il mio attuale compagno ho sentito una maggiore libertà e mesi fa abbiamo deciso di seguire una terapia sessuologica che ha portato risultati molto buoni, tra cui la possibilità - sebbene richieda tanta pazienza per entrambi - per me di raggiungere l'orgasmo durante la penetrazione. In generale comunque sicuramente è subentrato del piacere fisico per me durante l'atto.
Da diversi mesi, tuttavia, continuo ad avere vari piccoli disturbi fisici (irritazioni come per esempio candida) che, aggiunti al classico ciclo mensile, mi impediscono di fare l'amore con il mio compagno per varie settimane. Questo mi ha portata ad avere un pensiero fisso, ovvero il fatto che essendo donna sono "condannata" dal mio stesso corpo a soffrire e che la situazione (con ad esempio gravidanze e l'invecchiamento) non farà che peggiorare. Sento il mio corpo come un ostacolo, un nemico e a volte come un semplice mezzo per fare figli o soddisfare gli uomini. Paradossalmente l'averlo "riscoperto" con la terapia ha risvegliato anche questa voragine di disperazione e pessimismo.
Ultimamente mi ritrovo spesso a piangere per niente, ad avere pensieri deprimenti e questa sensazione di condanna a cui non posso sfuggire.
Io cerco di non dimenticare il mio compagno e, sebbene lui non me lo chieda, di soddisfarlo in altri modi, ma anche da questo ricavo una sensazione di sofferenza... Provo invidia, sia per il fatto che lui abbia la possibilità fisica di provare piacere che perché vedo che per lui raggiungere l'orgasmo è uno schiocco di dita, quando per me è una cosa così lunga e laboriosa che talvolta la fatica mi leva il gusto del risultato.
Un'ultima cosa: il mio fidanzato ha un forte complesso sessuale a causa di una drammatica storia passata. Solo con me è riuscito a riprendersi fisicamente e abbiamo fatto progressi giganteschi insieme... ma naturalmente rimane in lui una paura di fondo. Questo mi impedisce di sfogarmi con lui, ogni volta che ho provato lui non solo non ha saputo sostenermi, ma ha scaricato tutto su di sè, temendo che la colpa fosse sua e che questo avrebbe portato alla nostra rottura... cosa che non è nemmeno lontanamente nei miei pensieri. Io sono molto felice con lui, lo ripeto, e anche sessualmente mi sento di "partecipare" per la prima volta in una relazione.

Mi dispiace di essermi dilungata così, ma ne ho approfittato anche per sfogarmi, perché non ho nessuno con cui confidarmi. So che la cosa migliore sarebbe una terapia sessuologica, ma al momento ho dei seri ostacoli pratici ad affrontarla... per cui Le chiedo un consiglio per uscire da questo circolo vizioso mentale. Al momento io non ho idee.
La ringrazio e porgo cordiali saluti.
Carissima, ben arrivata tra noi. La prima cosa che mi viene in mente è che la terapia di coppia sia terminata per prima della stabilizzazione dei risultati. In altre parole, quando si risolve un sintomo, spesso i problemi appaiono altrove: quindi il non provare piacere è diventato (ciclo e candida) problema fisico che comunque raggiunge lo stesso risultato, non avere nè piacere nè tantomeno orgasmo. Mi sembra che ora sia apparsa anche una significativa depressione e credo che il porsi come donna che soddisfa il partner ma che in realtà non si sente motivata per il proprio piacere non fa che aggravare la situazione. Punto primo: non si senta in obbligo di avere rapporti sempre e comunque, sappia quindi dire anche di no. Secondo punto: è importantissimo che Lei impari a scoprirsi da sola, prima ancora che lo faccia il Suo partner. Quindi deve piacersi, deve "erotizzarsi": per esempio, usando le Sue fantasie durante la masturbazione, che deve essere finalizzata, con i Suoi tempi, a raggiungere l'orgasmo. Poi deve curarsi molto di se stessa: qualche massaggio, ma anche un abbigliamento che la valorizza, comunciando dall'intimo. Insomma: dia al Suo corpo delle occasioni per sentirsi bene. E il Suo corpo non la tradirà, ma anzi la metterà in condizione di essere meglio disposta a dare e ricevere piacere. Senza sensi di colpa. Tutto chiaro? Se si, proceda, poi mi farà sapere come va. OK?
__________________
gabriele.traverso
  #3  
Vecchio 23/12/2011, 14.56
primebd primebd non  è collegato
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Predefinito

Gentile Dottor Traverso,
in primis La ringrazio molto della velocissima risposta e del suo buon consiglio. Mi sono rispecchiata in ciò che mi ha detto, in particolare credo in effetti di avere questa tendenza ad autoimpormi privazioni che poi fatico ad accettare. Ad esempio Lei ha parlato di vizi estetici, che sono piaceri che mi sono sempre e costantemente negata perché mi sentivo in dovere di spendere i soldi in modi meno frivoli. Un aspetto ereditato sicuramente da mia madre, una donna decisamente anticonvenzionale sotto questo punto di vista, molto cerebrale e rigorosa e poco "fisica" e femminile.
(Incredibile come si finisca sempre nell'argomento genitori quando si hanno problemi !)

Cercherò di concentrarmi di più sul mio corpo e sulla mia femminilità... e Le farò sicuramente sapere come va. La ringrazio molto per l'attenzione che mi ha riservato e per la preziosa direzione datami.

Buon Natale!
  #4  
Vecchio 23/12/2011, 15.01
jenni8 jenni8 non  è collegato
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Predefinito problemi di coppia

caro dottore
Vorrei sottolineare quanto mi imbarazza scrivere certe cose ma ho pur sempre bisogno di alcune risposte a domande che non mi danno pace. Sono felicemente fidanzata da 3 anni insieme ad un ragazzo 18 anni più grande di me, io ho 20 anni allora quando ci siamo messi insieme ne avevo diasette e ho avuto tutti i miei primi rapporti con lui.....è sempre stato bellissimo, lui mi ha dato sempre tantissime attenzioni, quando poi solo quest'anno mi ha dichiarato le sue fantasie.Ho cercato di capirlo, che è solo un gioco ma mi irratano e mi danno dei veri blocchi durante i nostri rapporti.....mi dice di dirli che ho voglia d andare a letto cn altri uomini e così via.......Sono arrivata al punto di odiarlo nonostante lui sia sempre molto premuroso prova a farmi star bene a soddisfare anche le mie d fantasie ma ora nn hanno più nessun effetto perchè se reputo brutte le sue, reputo brutte anche le mie. Il punto è che mi sento molto egoista e continuo a soddisfarlo ma mi cresce sempre più la rabbia che ora nn provo più niente se mi sfiora. In più c'è un altra cosa all'inizio mi piaceva molto qundomi praticava ilsesso orale mentre ora siccome ho avuto dei problemi di cistitee calcoli ad un rene, ho sempre paura d avere delle piccole perdited urina.....sono così giovane e mi sembro una vecchia e non riesco più a vivere niente di eccitante...lo amo molto ma nn so più come fare per apprezzare di nuovo come prima i nostri rapporti.

Ultima modifica di jenni8 : 23/12/2011 alle ore 16.05.
  #5  
Vecchio 30/12/2011, 12.26
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Predefinito Il Dottor Traverso Risponde

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Gentile Dottor Traverso,
in primis La ringrazio molto della velocissima risposta e del suo buon consiglio. Mi sono rispecchiata in ciò che mi ha detto, in particolare credo in effetti di avere questa tendenza ad autoimpormi privazioni che poi fatico ad accettare. Ad esempio Lei ha parlato di vizi estetici, che sono piaceri che mi sono sempre e costantemente negata perché mi sentivo in dovere di spendere i soldi in modi meno frivoli. Un aspetto ereditato sicuramente da mia madre, una donna decisamente anticonvenzionale sotto questo punto di vista, molto cerebrale e rigorosa e poco "fisica" e femminile.
(Incredibile come si finisca sempre nell'argomento genitori quando si hanno problemi !)

Cercherò di concentrarmi di più sul mio corpo e sulla mia femminilità... e Le farò sicuramente sapere come va. La ringrazio molto per l'attenzione che mi ha riservato e per la preziosa direzione datami.

Buon Natale!
Benissimo: sono certo che tutto andrà per il meglio. Comunque, non dimentichi di tenermi al corrente del progressi che farà, va bene?
__________________
gabriele.traverso
 

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